Grotta Thailandia, primi ragazzi salvi. Diretta operazioni

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Sono iniziate le operazioni di salvataggio in Thailandia. Giusto per farvi capire le enormi difficoltà che incontrerà il gruppo, basti pensare che il ragazzino di cui sopra dovrebbe riemergere alle 9 di sera locali, quando in Italia saranno le 16. Le operazioni potrebbero durare "un paio di giorni", e sono dipendenti anche dal maltempo. Sarà recuperata una persona per volta. Se un uomo amante dello sport può morire nella grotta, è chiaro che le preoccupazioni per l'incolumità dei giovani calciatori in caso di un intervento affrettato sono giustificate. In attesa di annunci ufficiali, sembra che la finestra utile per i soccorsi si stia rapidamente chiudendo. Una cosa descritta come complicata anche per esperti di immersione.

Per quei quattro chilometri di tortuoso percorso che aspetta i ragazzi, indeboliti da oltre due settimane da sepolti vivi, a un sub esperto servono cinque ore.

La portavoce dei soccorritori, Ruetaiwan Patisen, ha dichiarato che non c'è fretta di portare il gruppo fuori dalla caverna e che sono stati inviati scorte di cibo per 4 mesi. Il tutto in un'acqua putrida con zero visibilità, e in alcuni punti con l'impeto di un torrente. Primo perchè c'è sempre meno ossigeno nella grotta, secondo perchè cresce la paura che torni a piovere. Il pericolo di attacchi di panico in quei cunicoli angusti è reale. Come riferisce l'edizione online del quotidiano La Repubblica, il primo ragazzo si è immerso nelle acque torbide e scure della grotta, pronto a percorrere il tortuoso tragitto che lo porterà alla luce del sole. Le autorità hanno deciso di intervenire visto che nelle ultime ore era drasticamente calato l'ossigeno, e di conseguenza, si temeva per la vita del gruppo.

Le piogge monsoniche avevano bloccato l'ingresso principale e la grotta, che corre per molti chilometri sottoterra, si è riempita di fango, complicando le operazioni dei sommozzatori impegnati nelle ricerche. Tanto che verranno completamente bendati prima di caricarli in ambulanza, una per ognuno, portarli dritti all'ospedale locale, e poi in elicottero a quello più grande di Chiang Rai.

I video li hanno fatti vedere esausti ma sorridenti, e nelle lettere ai genitori sono stati pieni di premure: stiamo bene, non preoccupatevi.

I bambini infatti hanno detto di aver sentito abbaiare i cani, il canto di un gallo e altri bambini che giocano. Per riportarli nel mondo manca un ultimo, proibitivo sforzo.