Primo morto nella grotta. Soccorritore finisce l'ossigeno e muore a Tham Luang

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Il vice governatore della Provincia di Chiang Rai, Passakorn Boonyaluck, ha affermato che "l'uomo, dopo aver consegnato una riserva d'ossigeno ai giovani, sulla via del ritorno, è rimasto con le bombole vuote".

Oltre a estrarre acqua dalla grotta con numerose pompe, i soccorritori che si preparano a riportare in superficie i 12 ragazzi prigionieri della grotta stanno anche cercando di deviare i corsi d'acqua che entrano nella cavità naturale da vari punti, non tutti ancora scoperti. L'uomo ha perso conoscenza per la mancanza di ossigeno sulla via del ritorno alla caverna che fa da base intermedia prima del tratto finale per raggiungere i ragazzi, lungo 1,7 chilometri. Il suo corpo è già stato trasportato all'esterno della grotta.

Immesso ossigeno per i ragazzi La possibile carenza di ossigeno era già un timore ieri, ed è causata dall'alto numero di soccorritori che si alternano nei cunicoli semi-sommersi per arrivare ai ragazzi. I ragazzi, di età compresa tra gli 11 e i 16 anni e il loro allenatore si erano avventurati nella grotta di Tham Luang al termine di un allenamento di calcio e poi a causa delle forti piogge monsoniche non erano più riusciti a uscire e di loro si era persa ogni traccia. Lo hanno rivelato oggi alcuni soccorritori che hanno percorso avanti e indietro i quattro tortuosi chilometri di distanza, parte dei quali ancora sommersi. In particolare, mentre il primo tratto consente ormai di camminare con i piedi nell'acqua, l'ultimo chilometro abbondante viene percorso in circa tre ore.

Uno dei soccorritori thailandesi impegnato nelle operazioni dei 12 ragazzi nella grotta di Tham Luang è morto per mancanza di ossigeno. Anche per questo, all'esterno della grotta altre squadre di soccorritori continuano a perlustrare la giungla sulle pendici della montagna, nella speranza di individuare un'entrata alternativa.