Il rapimento del padre del capitano della Nigeria

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Hanno dei risvolti davvero scioccanti le dichiarazioni lasciate da John Obi Mikel al quotidiano "The Guardian".

Un retroscena drammatico sta venendo fuori nelle ultime ore, che sta scuotendo la nazionale nigeriana ed il Mondiale di Russia in generale: Il centrocampista ex-Chelsea John Obi Mikel, come riportato dall'Ansa ha svelato di aver giocato la gara decisiva del suo Mondiale contro l'Argentina in una situazione familiare drammatica.

Non è la prima volta che il padre di Obi Mikel viene rapito, ma questa volta la notizia è giunta in un momento davvero delicato: "Ho dovuto sopprimere quel trauma". Ero sconvolto e ho dovuto decidere se scendere in campo oppure no. Ero confuso. "Solo un ristrettissimo gruppo di amici era a conoscenza del rapimento, anche perché i rapitori mi avevano detto che avrebbero immediatamente sparato a mio padre se avessi avvisato le autorità o se lo avessi raccontato a qualcuno". "Solo una ristretta cerchia di miei amici lo sapeva, né volevo discuterne con l'allenatore [Gernot Rohr] perché non volevo che il mio problema diventasse una distrazione per lui o per il resto della squadra prima di una partita così importante". "Non sapevo cosa fare, ma alla fine ho capito che non avrei potuto deludere 180 milioni di nigeriani". Ho dovuto cacciare via il pensiero dalla mia testa e andare a rappresentare il mio Paese. Gli era statoperò detto di non denunciare il sequestro, altrimenti ilgenitore sarebbe stato ucciso. "Purtroppo mio padre è ora ricoverato in ospedale per curarsi dalle numerose torture subite durante la sua cattura".