Germania, ministro Interni: lascio. Merkel prossima a saltare?

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In Germania è ancora caos all'interno della coalizione di governo.

Il presidente della Csu Horst Seehofer potrebbe rimanere in politica e non dimettersi come ministro dell'Interno se la Cdu di Angela Merkel facesse un passo indietro nella politica sui migranti. In particolare, il ministro aveva proposto che si procedesse soltanto ai respingimenti immediati di alcuni migranti, quelli per i quali fosse già avviata la procedura di richiesta di asilo. Secondo quanto riporta la Bild, Seehofer avrebbe tenuto un discorso molto critico con la politica del governo della cancelliera, citando anche la morte della giovanissima Susanna, la 14enne stuprata e uccisa da un profugo iracheno. Fra Merkel e Seehofer si è consumato per settimane uno scontro sull'immigrazione, conclusosi con una tregua quando il bavarese aveva deciso di dare tempo alla leader conservatrice: una soluzione europea entro fine giugno (in attesa del Consiglio europeo) o, aveva minacciato, l'avvio dal 1° luglio dei respingimenti dei migranti che arrivino al confine della Germania dopo essersi registrati in altri Paesi Ue. "Non posso assumermene la responsabilità" come ministro, avrebbe detto nella parte più emozionale del discorso. Non solo, ma sul tavolo anche i famosi spostamenti secondari, ovvero la ricollocazione dei migranti che, una volta giunti sul primo paese d'approdo (attualmente obbligato ad accoglierli e a gestire da solo l'emergenza) dovrebbero essere ridistribuiti tra le varie nazioni. Con la bocciatura di Seehofer la coalizione sembra più a rischio. È quello che si legge in una dichiarazione al termine dell'incontro del partito di Angela Merkel. È vero che sulle scelte della Csu pesano le elezioni del 14 ottobre in Baviera, in cui il partito vuole evitare di perdere consensi a vantaggio dello xenofobo Alternativa per la Germania (AfD).