Decreto dignità, ora per le imprese licenziare sarà più difficile

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Finalmente il ministro del Lavoro e dello Sviluppo ha ottenuto ieri sera dal Consiglio dei ministri l'approvazione del suo decreto legge, che contiene appunto queste norme. Quindi, per tutti i tempi determinati non si potranno avere più di quattro proroghe, con un limite di durata massima comunque non superiore a 36 mesi.

In realtà nel Decreto dignità il pacchetto "Fisco facile" esce annacquato. "Lo vediamo in alcuni atteggiamenti delle banche, perché ci sono sentenze che riconoscono l'usura delle banche". Le nuove regole valgono anche per i contratti a tempo determinato in somministrazione (non vengono cancellati, come previsto dalle prime bozze, quelli in somministrazione a tempo indeterminato).

Viene confermato anche lo stop alle pubblicità sul gioco d'azzardo. A ogni rinnovo i contratti avranno un costo contributivo dello 0,5% in più rispetto all'1,4% che già è a carico del datore di lavoro e che finanzia la Naspi.

In caso di rinnovo, e per i contratti oltre 12 mesi, tornano le causali: temporanee e oggettive o per esigenze sostitutive; connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell'attività ordinaria; per picchi e attività stagionali. Il testo, tra le altre cose, prevede un aumento a 36 mesi di stipendio dell'indennità da riconoscete in caso di licenziamento senza giusta causa.

SEMPLIFICAZIONE FISCALE - Il decreto introduce misure in materia di semplificazione fiscale, attraverso la revisione dell'istituto del cosiddetto 'redditometro' in chiave di contrasto all'economia sommersa, il rinvio della prossima scadenza per l'invio dei dati delle fatture emesse e ricevute (cosiddetto 'spesometro'), nonché l'abolizione dello split payment per i professionisti, i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta o a titolo di acconto. Stasera le misure in Consiglio dei Ministri, convocato per le 20.00.

Multe a chi delocalizza Alle aziende che hanno ricevuto aiuti di Stato che delocalizzano le attività prima che siano trascorsi 5 anni dalla fine degli investimenti agevolati arriveranno sanzioni da 2 a 4 volte il beneficio ricevuto. Inoltre, "sono escluse dal divieto le lotterie nazionali a estrazione differita (la Lotteria Italia, ndr) e i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli". Dall'entrata in vigore del provvedimento il divieto comprende la pubblicità di giochi e scommesse "comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet".

Sul fronte dei contratti di somministrazione, il decreto stabilisce che al lavoratore da somministrare assunto a tempo determinato si dovrà applicare la disciplina del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, fatte salve speciali previsioni di legge.