Migranti, governo tedesco sull'orlo della crisi. Seehofer vuole dimettersi

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Dopo aver minacciato due volte le dimissioni, il ministro degli Interni tedesco e leader della Csu, Horst Seehofer, si appella a un ultimo disperato tentativo di trovare un accordo. Seehofer ha messo sul piatto le sue dimissioni da ministro e da leade della Csu, il partito alleato della Cdu nel governo del Paese. Dunque la crisi di governo, e l'alleanza della Grosse Koalition tra Cdu e la Csu bavaresi è sempre più grave a soli 100 giorni dalla sua istituzione. Prima bloccato dall'eterno Edmund Stoiber, poi nel 2007 eliminato dalla lotta per la successione da uno scandalo che avrebbe potuto costargli l'intera carriera: la rivelazione di una figlia, Anna Felicia, avuta fuori dal matrimonio con Anette Froelich, giovane funzionaria del gruppo della Cdu al Bundestag, di cui Seehofer si era perdutamente innamorato. Ad ogni modo, anche se l'euro si è in qualche modo ripreso dopo che è uscito il rapporto del leader della CSU Seehofer (è coinciso anche con la notizia che il partito della Merkel si è mobilitato alle sue spalle e ha votato in modo schiacciante per sostenere il piano di migrazione che è stato battuto da lei e altri leader dell'UE in settimana), non promette nulla di buono per il futuro del governo della Merkel.

Domenica Seehofer ha partecipato a una lunga riunione con gli altri leader della CSU, arrivando alla conclusione che la soluzione offerta da Merkel non fosse sufficiente e mantenendo l'idea delle espulsioni. "Non posso assumermene la responsabilità" come ministro, avrebbe detto nella parte più emozionale del discorso. È quello che si legge in una dichiarazione al termine di un incontro del presidio del partito di Angela Merkel, iniziato alle 8.30. Sul piatto della bilancia a Berlino, dove governa assieme alla Cdu della cancelliera Angela Merkel e ai liberali (Fdp), porta in dote un credito di fiducia e di voti. Se il ministro passasse ai fatti attuando la minaccia di avviare i respingimenti dei migranti al confine, scavalcherebbe Merkel, alla quale non resterebbe che silurarlo. Respingimenti unilaterali di profughi sarebbero un segnale sbagliato ai partner europei, ha affermato la segretaria generale della Cdu Annegret Kramp- Karrenbauer, secondo quanto riporta la Bild. Un accordo in extremis non è tuttavia da escludere del tutto.