"Aboliamo le elezioni e sorteggiamo chi va in Parlamento" (Beppe Grillo)

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Magistrature assegnate con sorteggio si rinvenivano anche nella Roma repubblicana e, in epoca comunale, in numerose città italiane, come Firenze, Siena e Perugia. Del Senato, ancora una volta, per la precisione.

Il comico e fondatore del Movimento 5 stelle, che da qualche tempo ha scorporato la sua pagina web da quella del partito, si è profuso in una lunga riflessione sull'efficacia dei sistemi democratici nel mondo, dal titolo "Il più grande inganno della politica: farci credere che servano i politici".

"Sembra assurdo, ma pensateci un attimo - ha detto rivolto agli attivisti grillini - la selezione dovrebbe essere equa e rappresentativa del Paese". Il 50 per cento sarebbero donne. Un mix fra giovani, vecchi, gente comune o professori, mischiati fra loro per dar vita ad un sistema democratico [VIDEO] per eccellenza, che rispetterebbe la realtà della nostra società. "Forse - azzarda il garante del M5S - il primo passo sarebbe una seconda camera nel nostro parlamento (...) un senato dei cittadini, se volete". Grillo avrebbe in mente una soluzione per la formazione del Senato della Repubblica. "Sarebbe come un cavallo di Troia nel cuore del governo per poi sostituire le elezioni con il sorteggio". Beppe Grillo infatti sottolinea come le cose non stiano "funzionando molto bene". "Proprio in questi anni si sta sperimentando la selezione naturale".

Questa nuova teoria di Grillo però 'significherebbe la fine dei politici e della politica', l'effetto collaterale più rilevante, cosi come conferma "Il Messaggero". Io ne so qualcosa. "Oggi dobbiamo porci due domande", continua. La prima e' se vivere in democrazia sia una buona cosa, la seconda e' se le nostre democrazie stanno funzionando bene.

Se rispondiamo come ci hanno insegnato, cioe' che va tutto bene, allora c'e' un enorme paradosso, una palese contraddizione. "La politica è divisa su tutti i temi, i politici non hanno fiducia e il sistema politico è distorto da potenti interessi".

"Per risolvere questo paradosso possiamo rinunciare alla democrazia- aggiunge-".

"La domanda è semplice: come dovremmo co-abitare l'intero globo?" si domanda dal suo blog Beppe Grillo. "Il nome comune è selezione casuale". "Non è - assicura - così pazza come idea". Per giustificare la sua posizione viene tirata in ballo anche la "demarchia" della Grecia antica: "Era un concetto fondante della civiltà classica, anche Aristotele, nella Retorica, definisce la democrazia stessa come la forma in cui si estraggono a sorte i rappresentanti". Gli antichi Ateniesi - prosegue - selezionavano a caso i cittadini per occupare la maggior parte dei loro posti politici. Sapevano che i politici di carriera - attacca Grillo - erano una cosa da evitare. Ma più interessante dell'antico uso della selezione casuale è la sua moderna rinascita. "La riscoperta della legittimità della selezione casuale in politica è diventata così comune negli ultimi tempi, che ci sono semplicemente troppi esempi di cui parlare".