Studio italiano identifica un nuovo meccanismo d'azione della "molecola della felicità"

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Perchè siamo felici? Cosa ci fa stare bene? A queste ed altre domande che indagano le profonde motivazioni del comportamento umano ha risposto un team di ricercatori che è riuscito a ricostruire le fasi del meccanismo di funzionamento della serotonina, la cosiddetta molecola della felicità.

La ricerca pubblicata sulla rivista Neuron è stata coordinata con l'Istituto Italiano di Tecnologia, il dipartimento di Biologia dell'Università di Pisa e l'Università Sorbona di Parigi. La scoperta segna infatti un passo in avanti verso la possibilità di comprendere meglio malattie come il morbo di Parkinson o i disturbi ossessivo-compulsivi.

Scopo della ricerca. "Ricostruire in maniera molto accurata i meccanismi molecolari con cui la serotonina funziona nel cervello - spiega Raffaella Tonini, coordinatrice del team di ricerca - è importante anche per capire cosa avviene in condizioni patologiche in cui la serotonina non viene prodotta o in cui mancano i recettori specifici a cui legarsi".

Il raggiungimento di questo importante risultato è stato reso possibile grazie ad una tecnica di optogenetica e a quella che attiva le proteine geneticamente per spegnere e accedere i singoli neutroni. "Capire i meccanismi molecolari con cui la serotonina opera in determinati circuiti neuronali è importante anche per il trattamento di patologie che hanno sintomi di comorbidità, tra cui i disturbi cognitivi e dell'umore associati al morbo di Parkinson, consentendo di migliorarne la terapia" conclude Raffaella Tonini. Questo meccanismo dipende dalla localizzazione del recettore in regioni specifiche del neurone.

A 83 anni dalla scoperta di questa molecola da parte dell'italiano Vittorio Erspamer, è ancora un'italiana a guidare il gruppo di ricerca che ha scoperto il ruolo della serotonina sia i circuiti che controllano i movimenti, sia nella capacità di adattarsi a nuove situazioni, che siano di natura emotiva o motoria.

I ricercatori hanno scoperto che la serotonina, conosciuta come l'ormone della felicità, ha il potere di aumentare le capacità di apprendimento.

Nota per regolare l'umore, l'appetito e funzioni legate alle emozioni, la serotonina è indispensabile perché avvenga la comunicazione fra i neuroni delle strutture del cervello chiamate talamo e corpo striato: se la molecola è assente, la comunicazione fra i neuroni delle due strutture è ridotta.

Questo studio getta dunque le basi per comprendere patologie come la depressione, in cui il recettore per la serotonina 5-HT4 non viene prodotto in normale quantità, avvalorando recenti teorie neuropsichiatriche che evidenzierebbero nei pazienti affetti da depressione un'incapacità di adattarsi ai cambiamenti imposti dall'ambiente.