Firenze: Bekaert chiude sito produttivo a Figline

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Una decisione inaccettabile per i sindacati e i lavoratori che hanno subito occupato la fabbrica e protestano per la decisione unilaterale aziendale. "Consapevole della gravità di tale misura, la direzione non vede alternative per salvaguardare e rafforzare la propria posizione nei mercati europei della produzione dei rinforzi in acciaio per pneumatici".

La Bekaert (ex Pirelli) di Figline Valdarno è stata occupata dai lavoratori, dopo che stamani (22 giugno) la dirigenza ha comunicato la chiusura della fabbrica entro 75 giorni (già partite le lettere di licenziamento per i 318 dipendenti). Chiediamo subito il ritiro della procedura.

La Fiom spiega che "i lavoratori sono arrabbiati, la loro età media è sui 50 anni, troppo giovani per andare in pensione e troppo anziani per trovare nuove occupazioni". "Sapevamo dei problemi finanziari e di mercato - dice Yuri Campofiloni della Fiom fiorentina -, ma non che si potesse chiudere lo stabilimento da un giorno all'altro". Cerza ha poi sottolineato che si tratta di "un vero attentato al lavoro", evidenziando come si tratti di una "decisione ingiusta e inaccettabile, nel merito e nel metodo". Lo ha dichiarato, dal presidio, la segretaria generale della Cgil Toscana Dalida Angelini. Quello di Figline è un sito produttivo importantissimo; quando c'è stata la cessione da parte di Pirelli ci erano state date delle garanzie e oggi ci troviamo davanti a questa decisione secca e annunciata come irrevocabile.

In Italia la belga Bekaert impiega 600 persone in tre siti diversi: Incisa Valdarno, Assemini e Milano. "Già nel mese di aprile - commenta la consigliera Irene Galletti - avevamo incontrato alcune rappresentanze sindacali della Bekaert, che ci avevano esposto i loro timori per una probabile chiusura o delocalizzazione del sito produttivo della loro azienda". È assolutamente necessario ed imprescindibile l'intervento diretto del governo, al fine di convocare immediatamente le parti per scongiurare la cessazione dell'attività della fabbrica che avrebbe ricadute drammatiche su centinaia di famiglie del nostro territorio.

"Come sindaci saremo ovviamente presenti a tutti i tavoli istituzionali per sostenere i lavoratori Bekaert - proseguono i sindaci valdarnesi -, primi tra tutti quelli di lunedì presso la Regione e martedì al Ministero dello Sviluppo economico. Anche nella consapevolezza che ci sono ancora commesse importanti da realizzare a Figline e che la stessa Pirelli deve essere chiamata in causa".