Di Maio: "Sul lavoro domenicale pronto a rivedere il decreto Monti"

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Dopo il botta e risposa con l'ad di Foodora (che a proposito della stretta sui contratti annunciata dal ministro del Lavoro aveva detto: "Se le anticipazioni fossero vere, le piattaforme digitali sarebbero costrette ad abbandonare l'Italia") Luigi Di Maio non indietreggia nei suoi propositi: "La mia grande battaglia contro il precariato parte da questo tavolo", ha spiegato Di Maio alludendo al confronto aperto al ministero di via Nazionale tra rider e piattaforme di food delivery. "Ci sono tanti problemi - dice il vicepremier - di chi lavora ma anche dei datori di lavoro".

Il governo, potrebbe essere disposto a rivedere le norme sulle aperture festive dei negozi liberalizzate con l'entrata in vigore del Decreto Salva Italia del 2012: l'annuncio del ministro di Maio su un possibile tavole per rivedere il decreto Monti sulle festività e aperture domenicali del commercio provoca una dura polemica. Il lavoro di domenica si può dunque ridiscutere. Hanno espresso apprezzamento la Confcommercio e i sindacati mentre le associazioni dei consumatori hanno sottolineato come un intervento del genere rappresenterebbe un passo indietro.

Per i giorni festivi (Natale, Capodanno, 25 Aprile ecc) il lavoro non è mai obbligatorio ed è sempre previsto che il lavoratore volontariamente decida di dare la disponibilità. "Le liberalizzazioni - commenta Enrico Postacchini, membro di Giunta con delega alle politiche commerciali - non hanno portato né maggiore fatturato né un incremento occupazionale". "E' giusto rivedere le norme sulla liberalizzazione selvaggia del commercio". Questo vale soprattutto per i più giovani, che non devono essere alla mercé di un lavoro qualsiasi, accettando di lavorare anche senza retribuzione, piuttosto che finire tra i "neet". Non esiste un diritto allo shopping. Inutile prendere ad esempio il resto d'Europa, perché le regole sono molto diverse da paese a paese: con estremi che vanno dalla Svizzera (tutto rigorosamente chiuso la domenica e negli altri giorni serranda abbassata alle 18 e 30, con l'eccezione di pochi cantoni) alla Gran Bretagna. Lato B, si rilancia con la revisione del lavoro domenicale, liberalizzato dal governo tecnico di Mario Monti. Intanto al Senato è ferma una proposta di legge sui giorni festivi per la chiusura in 12 festività con una deroga massima per le aziende per l'apertura in sei festività.