Vertice OPEC: Iran cambia rotta e si dichiara ottimista

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La Nigeria, per esempio, ha affermato che sosterrà un aumento di 300,000 barili al giorno mentre la Russia ha proposto di aggiungerne altri 1,5 milioni di barili al giorno. "Nel mese di settembre, passeremo in rassegna la situazione del mercato e decideremo il percorso futuro", riporta Ria Novosti. Entrambi i paesi hanno la capacità di aumentare sostanzialmente la produzione.

Roma, 21 giu. (askanews) - Si cerca un compromesso al vertice Opec allargato a Vienna, da cui è atteso un aumento della produzione che scongiuri penurie e ulteriori rialzi dei prezzi nella seconda metà dell'anno. A preoccupare sono anche le sanzioni che dovrebbero essere imposte sulle esportazioni iraniane entro la fine dell'anno, che potrebbero avere un impatto sulla produzione del paese. Washington, dopo il ritiro dal Jpcoa, ha annunciato nuove sanzioni contro l'Iran come il divieto universale per l'Iran di comprare o acquistare dollari, restrizioni sugli acquisti di petrolio greggio dal paese e sugli investimenti nei suoi progetti nel settore petrolifero.

Commentanto il grafico storico sulla quotazione petrolio, Goldman Sachs nota che "si è verificato un calo del prezzo del petrolio nelle ultime settimane legato ai timori di un aumento della produzione dei paesi OPEC, una più debole domanda da parte dei mercati emergenti, un'escalation nella guerra commerciale e riserve in ripresa".

Continua a scendere il prezzo del petrolio, che in queste ore tocca i minimi da Aprile 2018, a 64,04 dollari il barile (Wti americano), in calo dell'1,5%. L'Arabia saudita, nonostante ciò, essendo il più grande esportatatore di petrolio al mondo, ha visto un significativo miglioramento delle sue entrate, grazie soprattutto alla risalita dei prezzi del greggio.