Morta Koko, capiva le parole

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Se n'è andata mentre dormiva.

"Mancherà profondamente a tutti", ha scritto la Fondazione. "Era diventata una icona della comunicazione tra specie e dell'empatia", ha commentato - annunciando la scomparsa dello straordinario animale morto nel sonno a 46 anni - la Gorilla Foundation che era stata creata proprio per merito suo. I ricercatori inizialmente le hanno regalato un animale di pezza, ma Koko non ci ha giocato.

Koko, il cui nome completo era Hanabi-ko (che in giapponese significa "Fuochi d'artificio") è nata il 4 luglio 1971 e, durante la sua esistenza, ha imparato più di 1.000 segni diversi per comunicare e interagire con gli esseri umani. Si è stimato che sapesse capire circa duemila parole di inglese e sapesse fare mille parole con il linguaggio dei segni; non era però capace di organizzare sintatticamente le parole, cioè di creare frasi.

"Era terribilmente sconvolta - ha detto al Los Angeles Times in un'intervista del 1985 Ron Cohn, un biologo della Gorilla Foundation -. Lui ha reagito come se fosse un umano, e quando si stufava delle sue coccole le mordeva e si liberava".

Il National Geographic aveva anche dedicato una copertina del 1978 alla gorilla, pubblicando un'immagine in cui Koko si scattava una foto allo specchio. Secondo un blog sul sito della Gorilla Foundation, Koko apprese nel 2016 del suicidio dell'attore e divenne "molto triste", segnalando la parola "pianto" e inchinando la testa.

Williams definì l'incontro "fantastico e indimenticabile". Poi nel 2014 fa di nuovo scalpore quando si venne a sapere che pianse alla notizia della morte dell'amato amico di tredici anni, Robin Williams.