Emicrania, nuovi farmaci anche in Italia dopo la commercializzazione negli Usa

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UN CAMBIO DI APPROCCIO "Fino ad oggi - ha proseguito - abbiamo curato le crisi di emicrania ma non la malattia, o meglio l'abbiamo fatto solo parzialmente", ha spiegato Elio Agostoni, direttore Dipartimento di Neuroscienze Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, a margine del IX Congresso nazionale Anircef (Associazione neurologica italiana per la ricerca sulle cefalee), che si è tenuto a Milano. In particolare si tratta di farmaci in grado di agire non sui sintomi, ma sulla malattia che scatena le crisi.il Fremanezumab, ad esempio, è uno farmaci in grado di agire con questo meccanismo innovativo.

Un nuovo farmaco per la cura dell'emicrania è stato diffuso nel mercato USA e dovrebbe arrivare a breve anche in Europa e in Italia, già approvato dall'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).

Si tratta di un anticorpo monoclonale completamente umanizzato che ha come target il peptide CGRP, identificato per l'emicrania.

L'emicrania - una malattia legata alla vasodilatazione che segue un'improvvisa costrizione dei vasi cerebrali e che causa crisi di mal di testa che vanno dalle 4 ore ai 3 giorni - si distingue in cronica ed episodica.

Con i nuovi farmaci iniettivi, trimestrali o mensili, la situazione potrebbe cambiare: "questi modificheranno la nostra percezione di crisi e di malattia e ci permetteranno di prevenire le crisi e altri problemi collegati all'emicrania". L'emicrania può essere di tue tipi, cronica quando si manifesta per 15 giorni al mese, episodica quando invece insorge per un massimo di 14 giorni.

Oltre un miliardo di persone nel mondo soffre di questa patologia (da non confondere con il semplice mal di testa), la terza per prevalenza e la sesta più invalidante.

Secondo il più recente studio sui costi delle patologie neurologiche in Europa, l'emicrania ha un costo per l'economia di 18 miliardi di euro l'anno in termini di produttività e giornate di lavoro perse.