Cina: immediate contromisure ai dazi USA

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Esce sconfitta invece la "colomba" Steve Mnuchin, il segretario al tesoro che aveva firmato la tregua annunciando la sospensione di ogni dazio durante i negoziati, dopo una generica dichiarazione comune per ridurre il disavanzo commerciale americano. Pechino imporrà tariffe analoghe Usa per un identicovalore di circa 50 miliardi di dollari.

La nuove tariffe ricadono su 1102 categorie di merci cinesi, specialmente dei settori aerospaziale, automobilistico, dei macchinari industriali, della tecnologia informatica e della robotica. Donald Trump non ha ascoltato gli economisti dell'Istituto Centrale degli Stati Uniti ed ha riaperto il fronte bellico dei dazi con la Cina. Sui mercati la principale reazione stata quella delleuro che ha perso terreno e questa mattina viaggia sotto la soglia di 1,16$. Non solo, questi dazi serviranno a portare equilibrio alle relazioni commerciali tra i due Paesi. La decisione degli Stati Uniti rappresenta una sorta di "punizione" contro Pechino, rea di aver rubato le tecnologie alle aziende Usa e di aver violato i diritti sulla proprietà intellettuale. E non si è fatta attendere la contromossa di Pechino, che ha annunciato 50 miliardi di dazi.

Christine Lagarde, direttrice del FMI, ha dichiarato giovedì che una guerra commerciale porterebbe a "sconfitti da entrambe le parti" e potrebbe avere un impatto "serio". Anche se con alcune modifiche: secondo il Wsj, le persone che hanno familiarità con la questione hanno detto che il rappresentante commerciale degli Stati Uniti, che si occupa direttamente della questione, "dovrebbe tagliare alcuni dei prodotti dalla lista e aggiungerne altri, in particolare articoli ad alta tecnologia".

"Non vogliamo una guerra commerciale ma dobbiamo salvaguardare i nostri interessi", ha spiegato il ministero del Commercio cinese in una nota.