Pensioni, assegni più bassi per chi lascerà il lavoro nel 2019

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Il Governo Conte ha una brutta gatta da pelare chiamata "contratto".

Il coefficiente è ciò che trasforma il montante previdenziale che il lavoratore ha accumulato in pensione. Un occhio particolare dovrà però essere rivolto ai lavoratori impegnati in attività usuranti.

Facciamo un esempio: un dipendente con 100mila euro di contributi versati e 65 anni di età in questi ultimi anni ha dovuto fare i conti con un calo della pensione di circa 900 euro. La settimana scorsa è stata presentata la proposta (in via ufficiosa) del consulente della Lega, Antonio Brambilla, tarata sul meccanismo di un'uscita con 64 anni e 36 di contributi oppure con 41 anni (e 5 mesi) di contributi a prescindere dall'età anagrafica senza il blocco del meccanismo degli adeguamenti alla speranza di vita e con un tetto alla contribuzione figurativa valorizzabile massimo di 2 o 3 anni (qui i dettagli). Meno anni di lavoro? Si sta lavorando attualmente inoltre ad un'ipotesi che fino ad ora era stata un po' messa da parte.

Semplificando e traducendo in parole povere: a partire dal 2019, in virtù dell'innalzamento dell'aspettativa di vita, per andare in pensione in Italia serviranno 67 anni e almeno venti di contributi. Ma cosa potrebbe significare tutto ciò? Col progredire dell'età "l'anticipo sarebbe minore e più ridotto la riduzione economica da sopportare". Del resto, da 10 anni a questa parte non si sono mai registrate variazioni positive per il calcolo delle pensioni. Tutti i valori tengono conto dell'inflazione e delle tasse. Oppure a coloro che si trovano inseriti all'interno del sistema contributivo puro, dove il calcolo dell'assegno avviene totalmente sulla base dei coefficienti di conversione in rendita.

58 anni: divisore 23,236; coefficiente 4,304%.

Invece sui redditi da lavoro: sopra i 75 mila euro lordi annui la tassazione è del 43 per cento cui vanno sommate le addizionali regionali e comunali. I coefficienti saranno tanto più alti quanto maggiore è l'età del lavoratore che va in pensione. Quali sono i requisiti per la pensione di cittadinanza? La contropartita sarà come si diceva un taglio della pensione: da 1.469 euro per gli uomini e 1.419 per le donne a 1.349 nel caso di entrambi i sessi.

62 anni: divisore 20,878; coefficiente 4,79%. Per capire cosa succede alle pensioni e ai tagli prospettati ci sono allora le simulazioni del quotidiano Italia Oggi. E' più "ingiustificato privilegio" (dizione ufficiale del governo M5S-Lega) percepire 70 mila euro netti di pensione l'anno per quindici anni o percepire 18 mila euro netti l'anni di pensione per trenta e passa anni?

A parità di montante contributivo (si ottiene sommando tutti i contributi versati dal cittadino nella sua carriera lavorativa), a chi andrà in pensione nel 2019 verrà applicato un coefficiente di trasformazione di 5,604% anzichè di 5,700% che spetta a chi è andato in pensione nel 2018.