Braccio di ferro sui migranti "L'Italia comincia a dire No"

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L'ambasciatrice di Malta in Italia, Vanessa Frazier, ha ribadito: "I 629 migranti dell'Aquarius non li accogliamo, è una questione di principio". Parole che confermano l'unione di vedute anche nell'affrontare il caso Aquarius. Ma cosa dice il diritto internazionale in circostanze come queste? A chi spettava la responsabilità del salvataggio? La Commissione europea ha cercato si sbloccare la situazione di stallo tra Malta e Italia lanciando un appello per dare rilievo all'imperativo umanitario e non al contenzioso diplomatico. Particolarmente difficile quella di persone su un gommone che si è rovesciato facendo finire 40 migranti in mare. I paesi ricchi, occidentali e lontani da guerre, conflitti e disastri ambientali, accolgono percentuali ridicole di persone che necessitano di protezione: tra i primi 10 paesi d'accoglienza nel mondo c'è un solo paese europeo ed è la Germania. Secondo la cosiddetta convenzione di Amburgo del 1979 e altre norme sul soccorso marittimo, gli sbarchi di persone soccorse in mare devono avvenire nel primo "porto sicuro" sia per prossimità geografica sia dal punto di vista del rispetto dei diritti umani.

"I dati sono molto chiari". A parlare è Andrea Di Nicola professore dell'Università di Trento, coordinatore del gruppo eCrime ma sopratutto grande conoscitore delle dinamiche che governano il flusso di migranti che dall'Africa si riversano sulle coste mediterranee. Nel caso dell'Italia, uno di questi è il porto di Lampedusa. Ci siamo insediati da pochi giorni e già la musica sta cambiando. In quest'ultimo caso la competenza sarebbe stata dell'Italia. La sera prima il ragazzo aveva avuto un litigio con la moglie e madre della loro bambina di due mesi, che se ne era andata via di casa. "In questo momento c'è un supply vessel che si sta avvicinando alla nave con cibo e acqua". Lo ha detto Angelo Grattarola, direttore del reparto di chirurgia d'urgenza dell'ospedale San Martino che stamane ha accompagnato il capo della polizia Franco Gabrielli nella visita al poliziotto ferito, il sovrintendente Paolo Petrella, 55 anni.

Ci sono due motivi: Malta è uno Stato piccolo con una popolazione esigua, non in grado di farsi carico di un numero particolarmente elevato di migranti. È il segno di un nuovo vento di solidarietà e condivisione che spira in Europa su questa emergenza. Ecco perché spesso dirotta le navi altrove: un atteggiamento che non è accettabile.

Invece di mantenere questo atteggiamento di totale chiusura, l'attuale governo dovrebbe applicare e far rispettare in modo più puntuale il codice di condotta per le Ong redatto dall'ex ministro degli Interni Marco Minniti. Andrebbero incentivati gli interventi coordinati tra le navi delle organizzazioni non governative e quelli delle autorità nazionali e disincentivate le iniziative autonome, che a volte rischiano di creare solo confusione. "Medici senza frontiere ha appreso dai mezzi d'informazione che il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, ha offerto Valencia come porto di sbarco per la nave Aquarius".

"Queste vicende lasciano sempre amarezza: anche quando muore una persona che delinque e che si è posta in condizione di offesa nei nostri confronti". E non sappiamo quali siano state le eventuali altre comunicazioni.