Aquarius, la Farnesina convoca l'ambasciatore francese dopo le dichiarazioni di Macron

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"A seguito delle dichiarazioni rilasciate ieri a Parigi sulla vicenda Aquarius, il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ha convocato questa mattina alla Farnesina l'ambasciatore di Francia in Italia", ha reso noto la Farnesina. A sbloccare la situazione e' stato il governo spagnolo del socialista, Pedro Sanchez, che ha aperto il porto di Valencia ai migranti salvati. Sono le dure parole pronunciate da Gabriel Attal, portavoce de 'La Republique En Marche' (Lrem), il partito del presidente francese Emmanuel Macron, intervistato dall'emittente Public Senat.

Basti vedere cosa accade ai confini con l'Italia, ai tanti morti che la politica di Macron ha provocato tra i disperati che cercano di passare il confine, morendo congelati sulle nostre Alpi. Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro Salvini: "La Spagna ci vuole denunciare, la Francia dice che sono 'vomitevole'. Io voglio lavorare serenamente con tutti, ma con un principio: prima gli italiani". Per poi raddoppiare in serata a Otto e mezzo: "Il Paese più in torto con noi è la Francia che si era impegnata a prendere 9816 persone immigrate dall'Italia". Lo scontro, secondo fonti di Palazzo Chigi che martedì parlavano di "irritazione" del governo, avrebbe portato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a valutare anche l'annullamento dell'incontro bilaterale con Macron previsto per venerdì prossimo. Il nodo, sciolto nel settembre 2017 in occasione del vertice intergovernativo di Lione, era l'acquisizione e il controllo dei cantieri Stx da parte di Fincantieri, bloccata dal nuovo governo Macron dopo che un accordo era già stato raggiunto. "L'Italia ha scelto di non rispettare i suoi obblighi internazionali", le parole del premier francese Edouard Philippe. "Sommessamente - aggiunge - ricordo poi che, sul fronte Nord Africa, paghiamo tutti l'instabilità portata proprio dai francesi in Libia e a sud della Libia". L'opposizione credibile e necessaria alla svolta che il Paese sta prendendo sui temi dell'integrazione, dell'accoglienza e della solidarietà e relegata al blocco sociale che in queste ore sta andandosi a coagulare qui fuori, ai sindaci che hanno deciso di alzare la voce e alle associazioni che da sempre sostituiscono lo Stato (o addirittura lo combattono) per mantenere potabili livelli di assistenza.