Salvini e "le vite nel limbo" dell'Aquarius raccontati dalla stampa internazionale

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Il numero degli arrivi via mare dal 2013, anno in cui furono 2.008, sono precipitati a 568 nel 2014, 104 nel 2015, 25 nel 2016, 23 nel 2017. Al comma 2g, che elenca le attività che possono essere considerate offensive, c'è anche lo "scarico di materiali, valuta o persone in violazione delle leggi e dei regolamenti doganali, fiscali, sanitari o di immigrazione vigenti nello Stato costiero". Secondo l'Aida, Asylum information database, ci sono 8 centri di accoglienza, open centre, a Malta, 6 gestiti dall'Awas, l'Agency for the welfare asylum seeking maltese, gli altri da ong, con una capacità (dato Awas) di 2.200 posti letto. Alcune ong poi usano sistemazioni in case private o alloggi.

Nel weekend nei porti italiani sono già avvenuti degli sbarchi. Attraverso il suo profilo Twitter, l'esponente del M5s ha detto che "è necessario, stavolta, che tutti comprendano che il diritto internazionale non può prevedere un'Italia abbandonata a se stessa". I ritorni volontari nel Paese di origine sono stati 12 nel 2015, 72 nel 2014.

La nave in questione, l'Aquarius appartenente a Sos Mediterranee, sta adesso facendo rotta verso un porto di sicurezza non ancora assegnato. Ora "l'Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire". Una possibile soluzione è che le persone più vulnerabili vengano trasportate sulle motovedette della Guardia costiera e portate in Italia in modo da assicurare loro le cure più adeguate. Lo scrive in un tweet Dimitris Avramopoulos, commissario europeo per le politiche migratorie.

"Vorrei averne decine di schiaffi così", ha risposto Salvini a chi gli chiedeva se la decisione della Spagna di accogliere nave Aquarius non fosse uno schiaffo all'Italia.

"Oggi anche la nave Sea Watch 3, una ong tedesca e battente bandiera olandese, è al largo delle coste libiche in attesa di effettuare l'ennesimo carico di immigrati, da portare in Italia". "Stiamo lavorando a garanzia dei rifugiati veri perché questo enorme spreco di denaro e tempo ha come prime vittime donne e bambini che scappano dalla guerra", ha concluso. Nei giorni scorsi il ministro Salvini aveva chiaramente fatto capire che l'isola non avrebbe potuto continuare a "dire no". È il segno di un nuovo vento di solidarietà e condivisione che spira in Europa su questa emergenza. Se all'esterno ci snobbano è perché hanno le loro ragioni. E' probabile che la mancanza di collaborazione da parte di Malta per questo episodio possa aver indotto il ministero dell'Interno alla decisione di negare alla Aquarius un "Pos" italiano e di chiedere a Malta di farsene carico. "Il mio obiettivo è garantire una vita serena a questi ragazzi in Africa e ai nostri figli in Italia". È urgente che venga definito quanto prima un porto sicuro in cui sbarcare.