Club Bilderberg a Torino preoccupato del populismo italiano

Regolare Commento Stampare

Bilderberg è diventato il "governo ombra mondiale", che decide, in totale segretezza, durante meeting annuali, come i suoi piani "per il controllo mondiale" debbano essere eseguiti attraverso misure progressivamente sempre più aggressive. Amore è l'unica a esporsi pubblicamente contro la presenza delle Bilderberg Conferences a Torino, ma sono diversi i consiglieri 5 Stelle poco convinti. Oggi centro polifunzionale, l'ex stabile della FIAT sarà dunque il centro dell'economia e della politica per pochi giorni. Come riportato da Repubblica, l'incontro dovrebbe tenersi al Lingotto di Torino ma non è stata rivelata la sede per motivi di privacy. Dichiarazioni alle quali è seguita una richiesta di comunicazioni al Sindaco presentata dalla Lega ma rinviata alla prossima settimana - ovvero dopo l'evento - da parte della stessa Appendino. Il "Club", ricordiamo è stato fondato da David Rockfeller nel 1954 e quest'anno è alla sua 66esima edizione. Qualche anno fa le telecamere di La7 guidate da Gianluigi Paragone avevano provato ad avvicinarsi all'hotel che ospitava la conferenza, ma fu impossibile raccogliere qualunque tipo di informazione e di immagine.

Due terzi dei partecipanti vengono dall'Europa, come previsto dal regolamento Bilderberg. Così descriveva alcuni anni fa il gruppo Bilderberg Daniel Estulin, affermato giornalista investigativo lituano ma spagnolo d'adozione, figlio di un dissidente russo finito imprigionato e torturato da agenti del KGB, cui si devono le rivelazioni su alcune delle realtà più inquietanti che agiscono nell'ombra e influenzano le politiche internazionali, dal Club Bilderberg all'Istituto Tavistock. Tra loro si possono leggere nomi di ministri, industriali, vertici delle più importanti banche e amministratori delegati di multinazionali.

Agli incontri che si svolgono a porte chiuse, secondo la Regola della Chatham House, i partecipanti non potranno rivelare l'identità e le affermazioni fatte dagli oratori.

Sono dodici gli argomenti chiave di discussione.

Tra gli otto italiani nell'elenco dei 128 partecipanti figurano John Elkann, presidente di Fca e di Exor, la giornalista Lilli Gruber, il direttore generale della Banca d'Italia Salvatore Rossi e il segretario dello Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin.

Come hanno precisato gli organizzatori, "i partecipanti non sono vincolati dalle convenzioni del loro ufficio o da posizioni pre-concordate". "Non c'è alcun risultato auspicato, non vengono presi verbali e non viene scritta alcuna relazione". Tra i temi all'ordine del giorno la Russia, il libero scambio e il mondo "post-verità".