Tumore al seno, paziente con metastasi curata utilizzando le sue stesse cellule

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Misura, con un punteggio da 1 a 100 sulla base dell'espressione di 21 geni, il rischio di recidiva a 10 anni e individua quali pazienti possono trarre beneficio dalla chemio. A rendere possibile la svolta un test su 21 geni capace di individuare i pazienti che non hanno bisogno della chemioterapia. Lo studio ha però dimostrato che questa terapia - che, ricordiamo, essere molto invasiva - può essere limitata al 30% delle donne con cancro iniziale, per le quali il beneficio è conclamato.

Si effettua con una biopsia su un campione di tessuto: le donne con punteggio basso (0-10) dovrebbero ricevere solo ormonoterapia e quelle con punteggio alto (26-100) ormonoterapia più chemioterapia. Si sa che, per avere certezza scientifica, certe terapie sperimentali devono essere dimostrate attraverso tutta una serie di casi nel tempo. Da ciò si evince quanto questa cura sia nettamente più personalizzata della precedente - che potrebbe anche fallire perché non adeguata al paziente.

La buona riuscita di questo approccio terapeutico dipende strettamente dal tipo di tumore che si vuole contrastare. "Alla paziente sono state iniettate 90 miliardi di cellule che uccidono il tumore; si tratta di un trattamento personalizzato", spiega Steven Rosenberg, capo della sezione di Chirurgia presso il Center for Cancer Research del National Cancer Institute di Bethesda, nel Maryland. "Infatti, in un periodo di follow-up dello studio di 7,5 anni, si è evidenziato che la sola ormonoterapia non era meno efficace della chemio più ormonoterapia, nelle pazienti con punteggio 11-25, in termini di sopravvivenza e ricomparsa della malattia". Infatti, i ricercatori non hanno rilevato alcun miglioramento in termini di sopravvivenza libera dalla malattia. Il risultato, dicono i ricercatori, "avrà un impatto immediato, risparmiando a migliaia di donne gli effetti collaterali della chemio, pur continuando a raggiungere eccellenti risultati sul lungo periodo". Grazie a questa nuova terapia, la paziente è ormai guarita dalla malattia da ben due anni e non evidenzierebbe segni di recidiva. Questo studio fornisce informazioni importantissime per la condotta terapeutica da tenere nelle pazienti con carcinoma della mammella in fase iniziale a rischio intermedio, che ha finora rappresentato una zona grigia e un problema nella pratica clinica quotidiana. La terapia farmacologica, la chemioterapia, porta diversi effetti collaterali, tra i quali c'è l'inibizione del sistema immunitario: di conseguenza l'organismo non è in grado di reagire. "Al momento costa circa 3mila euro anche se si va verso degli accordi delle Regioni con l'azienda per ridurne il prezzo". Attivo anche il servizio di 'Car-giver' per l'accompagnamento delle donne sole in ospedale, grazie alla societa' Bourelly Health Service che assicurera' il trasporto gratuito della paziente al Day Hospital nei giorni della chemioterapia. Certo, in Italia il test potrebbe essere ancora proibitivo.