Funerali Marchionne, Cassazione conferma licenziamento operai

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Uno dei cinque operai della Fca, per cui la Cassazione ha disposto oggi il licenziamento, si è incatenato e si è cosparso il capo di benzina, sotto casa di Di Maio. L'operaio chiede l'intervento del leader dei Cinque Stelle e neo ministro del Lavoro Luigi Di Maio. I carabinieri lo hanno per fortuna bloccato questo pomeriggio, liberandolo dalle catene e prestandogli i soccorsi: al momento il ministro non ha commentato il fatto ma di certo per Mignano non è la prima volta che le cronache nazionali lo fanno assurgere in primo piano.

La battaglia di Mimmo Mignano, con alle spalle altre due cause per licenziamento, assieme a Marco Cusano, Antonio Montella, Massimo Napolitano e Roberto Fabbricatore, aveva avuto una ribalta anche al Festival di Sanremo di quest'anno, quando lo Stato Sociale si era presentato sul palco dell'Ariston con il nome dei cinque appuntati sul rever della giacca in segno di solidarietà. Una protesta simile si era ripetuta qualche giorno dopo davanti ai cancelli dello stabilimento di Pomigliano con il "funerale" di Marchionne. Le principali sigle sindacali si erano dissociate.

Lungo e ricco di colpi di scena l'iter giudiziario della vicenda: il tribunale di Napoli aveva confermato la "sanzione" comminata dall'azienda nei confronti dei 5, in seguito la Corte d'Appello ne aveva ordinato il reintegro e infine la Suprema Corte - accogliendo il ricorso di Fca - ha detto sì ai licenziamenti. La Corte d'appello di Napoli, invece, nel 2016 aveva disposto il reintegro, ritenendo legittimo, per quanto aspro, "l'esercizio del diritto di critica" tramite "una rappresentazione sarcastica priva di violenza".

La sezione lavoro della Cassazione ricorda che la libertà dell'attività sindacale non può travalicare i limiti del cosiddetto "minimo etico".