Scoperta la proteina in grado di rallentare l'invecchiamento e allungare la vita

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Questi segni distintivi sono anche accompagnati da cambiamenti all'interno del proteoma, come l'aggregazione di proteine, ossidazione e mislocalizzazione.

Con gli studi più mirati e approfonditi su questa proteina, gli scienziati hanno capito che la sua utilità non è legata solo all'Alzheimer. Grazie alla buona abitudine della siesta, abbinata al consumo di té e ad un'alimentazione ricca di frutta e verdura, malattie come ipertensione diabete e ipercolesterolemia fanno la loro comparsa tra gli abitanti dell'isola in un'età molto più avanzata rispetto al resto della Grecia. Più le cellule si "ripuliscono" più la vita sembra durare di più e la salute tende raggiungere un miglioramento. Delle risposte importanti però ce le stanno dando degli studi interessanti che sono stati fatti sul Dna da dove potrebbero essere prese delle proteine in grado di fare miracoli. Ne è emerso che chi mangia sette o più porzioni di frutta e verdura ogni giorno riduce del 42% il rischio di morte rispetto a chi ne consuma una sola. Il gene Becn1 è in grado di codificare questa proteina che sarebbe in grado di avere un ruolo da puro elisir di eterna giovinezza. I ricercatori dell'Università del Texas Southwestern Medical Center, infatti, hanno scoperto l'esistenza di una proteina che favorisce la longevità, rallentando l'invecchiamento.

La proteina, chiamata Beclin-1, era già stata individuata in un precedente studio sull'Alzheimer.

La proteina beclin-1 è responsabile dell'autofagia, il meccanismo cellulare che permette la degradazione e il riciclo dei componenti cellulari danneggiati, un processo chiamato autofagia e premiato nel 2016 con il Nobel per la Medicina. Dopo aver sviluppato tutto questo in un modello animale, gli scienziati si stanno impegnando a replicarlo sull'uomo e al momento non sono emersi impedimenti: l'uomo è pur sempre composto da cellule che, si spera, possano rigenerarsi e invecchiarsi il più lentamente possibile.