Flat tax, cos’è e come funziona

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"Prima si chiamava Irpeg, e ora si chiama Ires - argomenta Marattin - e a ridurla dal 27,5% al 24% è stato il governo Renzi". Se Conte si spingerà sino a dare delle scadenze, ad esempio su flat tax, immigrazione, pensioni, reddito di cittadinanza, sicuramente farà discutere, nel bene e nel male.

Il governo introdurrà la flat tax nel 2019 sui redditi d'impresa e dal 2020 sulle famiglie, ha detto oggi l'economista e senatore della Lega, Alberto Bagnai. Nel caso il futuro sottosegretario bagnai si riferisse, invece, agli utili di impresa delle società di persone, anche quella esiste già: "si chiama iri, e l'ha fatta sempre il governo Renzi".

Ma a criticare Bagnani sono anche gli ex "alleati" di Forza Italia: "Sono chiacchiere che già disattendono il loro contratto e certamente disattendono il programma del centrodestra".

A parte l'ingente copertura finanziaria tutta da trovare, sono due i nodi che il governo dovrà affrontare nel mettere a punto la cosiddetta flat tax sull'Irpef, che in realtà è un sistema basato su due aliquote (15 e 20 per cento). E in moltissime famiglie italiane c'è una ragazza o un ragazzo che combatte fra mille ostacoli che deprimono la sua intraprendenza.

La flat tax ad oggi è in vigore in Russia ed è particolarmente diffusa in alcune Repubbliche ex sovietiche. Ecco perché ho presentato una proposta di legge per innalzare a 50mila euro di reddito annuo la soglia per professionisti e piccole partite Iva per aderire al cosiddetto regime forfettario (regime dei minimi) che già prevede una tassazione piatta del 15% sostitutiva di Irpef e Iva. "La misura è sostenibile, costa circa 250 milioni di euro annui interamente coperti con tagli di sprechi e spese improduttive".

Il Pd ha replicato a Bagnai. Intervenendo alla trasmissione Agorà su RaiTre, Bagnai ha spiegato che ci sarebbe un accordo per far partire Flat Tax sui redditi di impresa dal 2019 mentre a partire dal 2020 si applicherà anche alle famiglie.

In un articolo di metà maggio, prima quindi di essere nominato ministro dell'Economia, Giovanni Tria consigliava prudenza proponendo un livello di aliquote "che consenta in via transitoria di minimizzare la perdita di gettito". "Poi per le famiglie cominceremo già dal 2019 con dei paramentri che andranno a perfezionarsi nel 2020 fino a completarla". Inizialmente saranno favorite le famiglie con molti figli. Cifre lontane dai 30-35 miliardi che auspica Siri, anche se l'emersione di redditi finora sfuggiti al fisco sarebbe in grado di produrre effetti benefici protratti anche negli anni a venire.

Il costo complessivo dell'operazione è stato quantificato in 50 miliardi da Siri, consigliere economico del leader leghista Matteo Salvini.