Calderoli contro Renzi, lasci il Senato

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Il governo Conte in aula al Senato per il discorso a poche ore dal voto di fiducia. Al Senato numeri leggermente superiori alla maggioranza formata da Lega e MoVimento 5 Stelle. E così Matteo Renzi diventa bersaglio di polemiche nel nuovo ruolo di conferenziere all'estero, in parallelo a quello di senatore. Pronta la replica del neo Presidente del Consiglio. Poi aggiunge: "Lei può dimostrare chiaramente che una parte del racconto della scorsa legislatura era falso. Lei è un premier non eletto, potrei dire un collega" commenta sarcastico Matteo Renzi. Alla faccia del cambiamento, l'unico cambiamento è legato al discorso di Giuseppe Conte: ha presentato una serie di ipotesi e di ragionamenti senza alcuna copertura, senza dire tempi e modi di realizzazione. In Senato infatti i voti favorevoli sono stati 171, i contrari 117 e gli astenuti 25. Renzi parla poi del caso Tunisia ("Il mio primo viaggio l'ho fatto proprio lì, è il Paese del Mediterraneo che più ci serve, noi abbiamo bisogno di una democrazia vera in Tunisia...") e denuncia la mancanza di coperture finanziarie del contratto di governo sottoscritto da grillini e leghisti, soprattutto per quanto riguarda il fronte fiscale e quello del lavoro.

Tra le altre cose, Renzi ha precisato che "noi siamo altra cosa" e che la "nostra opposizione non farà sconti".

Roma, 4 giu. (AdnKronos) - "Domani nel dibattito sulla fiducia al governo Conte, interverranno in aula per il gruppo del Pd, il vicepresidente Franco Mirabelli, il senatore Antonio Misiani, già membro della V commissione bilancio della Camera, la senatrice Teresa Bellanova, già vice ministro dello Sviluppo economico, ed infine Matteo Renzi, ex presidente del consiglio".

"Il rispetto dei ruoli del governo e delle opposizioni". Il cui direttore Alessandro Barbano, distintosi per la sua linea garantista ma ultimamente anche per la diffidenza verso il governo che stava nascendo, è stato appena rimosso dall'editore. Pensiamo che in quei banchi ci sia la coalizione di domani, noi siamo un'altra cosa.

E' bene ricordare allora, in questo improvvisato revival posto in campo dall'ex-segretario del PD (lui stesso espressione soggettiva di un feroce anticomunismo proveniente da lontano), che la "diversità" esiste, si è perpetuata e consolidata nel tempo.