Roland Garros, impresa Cecchinato: l'azzurro ai quarti di finale

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Prima dell'era Open c'erano riusciti altri 5 italiani: una volta Uberto De Morpurgo (Roland Garros 1930 battuto da Cochet), due volte Giorgi De Stefani (finale nel 1932 persa con Cochet e semifinale nel 1934 persa con Von Cramm, sempre a Parigi), due volte Beppe Merlo (semifinali a Parigi 1955 e 1956 contro Davidson e Hoad), una volta Orlando Sirola (semifinale a Parigi 1960 persa contro Luis Ayala) e cinque volte Nicola Pietrangeli (2 vittorie a Parigi, 2 finali sempre a Parigi e una semifinale a Wimbledon). Il terzo alle 19.18, con Cecchinato al servizio: dopo due scambi, mette in rete. Poi l'azzurro è bravissimo tornando a trovare angoli e profondità per mettere in difficoltà l'avversario. Il siciliano sfodera il suo tennis migliore, spreca tre match point ma poi, approfittando di un netto calo fisico di Nole, trionfa per 13-11 prendendosi la semifinale. Djokovic non vorrebbe accettare il punto, ma il regolamento è chiaro. Ai match point mi batteva forte il cuore.

Non è finita, però, perché un errore velenosissimo vale il 7-7. Cecchinato è un leone e si costruisce l'8-8 da campione aprendo il campo per il dritto vincente. Ma non molla, Nole, che prende in mano il gioco e fa male col dritto: 10-10 in un tie break memorabile. Ha iniziato il torneo dalla posizione numero 72 del ranking ATP e ha già superato una trentina di colleghi, lui che non aveva mai superato nemmeno un turno negli Slam. Dopo 40 anni un italiano torna nella top 4 a Parigi, con l'obiettivo di provare a fare di nuovo la storia. E allora contro il campione del 2016, contro Novak al loro primo confronto ufficiale, il pronostico lo vede partire sfavorito ma non battuto. Pensare che a Montecarlo, poche settimane fa, gli ha fatto da sparring partner in allenamento. Sono stato aggressivo, convinto di vincere, coraggioso e perfetto.