Governo Conte, cosa ha detto Renzi al Senato

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Siete l'establishment. E non avete più alibi rispetto a ciò che c'è da fare. L'ultimo impegno "italiano" dell'ex premier sarà la partecipazione al dibattito in Senato sulla fiducia al governo Conte, dove il gruppo del Pd confermerà il suo no all'esecutivo "giallo-verde" ma il compito di spiegarne le ragioni in Aula spetterà al capogruppo a Palazzo Madama Andrea Marcucci, mentre è escluso - a meno di colpi di scena - un intervento dell'ex sindaco di Firenze.

"Come primo atto, quando saranno costituite le commissioni, convocheremo la ministra della difesa" Elisabetta Trenta "al Copasir per chiarire dei punti che ella conosce", ha proseguito Renzi riferendosi a notizie di stampa in cui si afferma - come scrivono in una nota congiunta alcuni senatori del Pd - che la neoministra della Difesa è stata per anni presidente di Sudgestaid, una società che si occupa di reclutare mercenari che operano nei teatri di guerra del Medio Oriente. "Se Renzi vuol girare per il mondo liberissimo di farlo - ha detto Calderoli -, ma ci attendiamo che, con coerenza, presenti immediate dimissioni dal Senato, perché è inaccettabile che Renzi faccia il turista con lo stipendio pagato dai contribuenti italiani". "Avete detto che è iniziata la Terza Repubblica". Renzi, nelle settimane scorse, era già volato in Kazakistan per tenere uno speech, pochi giorni dopo essere già stato in Qatar, assieme al fidato Marco Carrai, per incontrare l'emiro Tamim Bin Hamad al-Thani, che gestisce un fondo sovrano da 250 miliardi di dollari. Intanto è cambiato il vocabolario: quello che nella XVII Legislatura si chiamava inciucio oggi si chiama contratto; quello che nella XVII Legislatura si chiamava partitocrazia oggi si chiama democrazia parlamentare, quello che nella XVII Legislatura si chiamava condono oggi si chiama pace fiscale, quello che nella XVII Legislatura si chiamava un uomo che tradisce il proprio mandato oggi si chiama cittadino che aiuta il governo a superare la fase di crisi. "Ne avete messi 5 nel contratto", ha detto. "Non so se cambierete il paese intanto avete rasserenato il clima politico, lo considero un passo positivo".

Nel suo discorso, non è mancato il riferimento a Matteo Salvini, leader della Lega: "Voglio parlare da padre a padre: ora rappresenta il Paese, non possiamo permetterci di creare polemiche". Ci dia una mano, guida l'ordine pubblico ed è responsabile della sicurezza di tutti noi. Qualcuno di voi ha assunto parenti, qualcuno ha usato la prescrizione, qualcuno è stato protagonista di intercettazioni antipatiche, qualcuno ha avuto problemi con il fisco. "Noi pensiamo che ci sia l'alleanza di domani". A Davigo rispondiamo Enzo Tortora. Abbiamo un'altra visione sui diritti.