"Le famiglie gay non esistono", è già bufera su Fontana

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Attraverso la sua pagina Facebook ha tuonato: "Rientro oggi e leggo di dichiarazioni da parte del ministro #fontana che in nome del suo essere cristiano dichiara invisibili le unioni arcobaleno". La cosa che ancor di più mi amareggia è sapere che è iniziata una vera e propria campagna di odio nei confronti degli immigrati, degli omosessuali e delle altre minoranze senza una reale motivazione. "Di persone felici. A qualsiasi costo", ha chiosato, aggiungendo poi due hashtag molto eloquenti, #altrochechiacchiere #altrocheindicisollevati. "L'amore è spesso vittima di persecuzione, bisogna parlare anche di questo". Subito le distanze le hanno prese in tanti dallo stesso Fontana, Salvini e Di Maio in primis, ma resta il contenuto della vicenda che in pochi hanno realmente approfondito fermandosi ai "titoli" lanciati dai media. Una dichiarazione quella di Fontana che fa insorgere la comunità, pronta a non cedere di un passo sui diritti ottenuti ma anzi, a dichiarare battaglia per la conquista di nuovi per la tutela dei figli delle coppie omogenitoriali e delle Famiglie Arcobaleno, che al contrario di quanto dice il nuovo ministro, esistono e sono in migliaia!

"Voglio lavorare per invertire la curva della crescita che nel nostro Paese sta diventando davvero un problema", spiega, chiarendo di voler sostenere la famiglia cosiddetta naturale perché, sottolinea, "le famiglie arcobaleno in questo momento per la legge non esistono". E Fontana si difende con quegli argomenti che cari al vicepremier e collega di partito: "Mi sembra che essere cattolico sia un marchio di vergogna ma siamo in Italia non in Arabia Saudita".

"Ci sono diritti garantiti dalla legge - ha specificato - che vanno salvaguardati, senza riserve. In Francia c'è una detrazione fiscale proporzionale al numero dei figli; in Finlandia ogni bebè riceve alla nascita un box-culla pieno di prodotti per l'infanzia, e così via." .