Fontana: "Le famiglie gay non esistono". Ed è polemica

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Coloro che strillano ad ogni piè sospinto contro le discriminazioni (e l'omofobia) non riconoscono neanche il diritto di esistere a chi crede che i bambini debbano avere mamma e papà e che le donne vadano aiutate a portare avanti le gravidanze difficili. Per questo, ha detto, "voglio intervenire per potenziare i consultori così da cercare di dissuadere le donne ad abortire".

Nel suo profilo Twitter, si autodefinisce "veronese, cattolico, attualmente Vicesegretario federale della Lega".

"Le famiglie arcobaleno non esistono". Una frase in cui però si contraddice apertamente: come pensa infatti che i bambini figli di genitori omosessuali non verranno danneggiati quando nel momento stesso in cui lo afferma discrimina proprio le famiglie arcobaleno? Perché lo scontro oggi è tra chi vuole l'omologazione delle persone, cioè renderle meri numeri e consumatori, e chi difende le specificità, le identità, i valori di una comunità; lo scontro è tra chi vuole il vuoto individualismo orfano di punti di riferimento e chi difende l'individuo come portatore di valori e parte integrante di una società coesa culturalmente. "E sono bellissime". Di "Medioevo" parlano Alessia Morani e da Leu Nicola Fratoianni. "Quindi le varie realtà omosessuali, Lgbt eccetera non si devono preoccupare".

"Fontana è libero di avere le sue idee", ha detto il leader della Lega, "ma non sono priorità e non sono nel contratto di governo". E oltre a questa iniziativa, nelle ultime ore sono state fatte a suo nome decine di donazioni all'ArciGay. Queste per Fontana sono "questioni legate e interdipendenti, perché questi fattori mirano a cancellare la nostra comunità e le nostre tradizioni". Contro chi si scagliava, allora, nelle dichiarazioni che hanno sollevato un polverone? "In occasione del Milano Pride - scrivono in una nota- la nostra associazione promuove il Rainbow Garden: giovedì 28 dalle 17.30, venerdì dalle 17.30 e sabato mattina Piazzale Lavater diventerà un grande spazio a disposizione di tutte le famiglie, quelle con un papà e una mamma, quelle con due mamme, due papà, quelle con un solo genitore, quelle affidatarie e quelle adottive, quelle italiane e quelle straniere".

Il primo punto all'ordine del giorno è "la natalità". La sua assenza nella compagine di governo, assimila questo neonato mandato a quelli del vecchio pentapartito. Secondo Grillini, le affermazioni del neoministro leghista Lorenzo Fontana sulla "non esistenza di altre famiglie che non siano quelle tradizionali sono del tutto sbagliate esattamente come il nome del suo dicastero che dovrebbe chiamarsi ministero di tutte le famiglie". Di certo il governo si dovrà occupare anche dell'autonomia regionale, promette la neoministra degli Affari regionali Erika Stefani, minacciando altrimenti la crisi di governo, trovando il presidente della Regione Emilia-Romagna ed esponente Pd Bonaccini pronto a sostenere la battaglia. "E il cambiamento può voler dire solo riconoscimento, diritti, opportunità".