Giornata mondiale senza tabacco, Zichichi: "Ottimo antidoto le terapie di gruppo"

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Nonostante ciò, in molti Paesi vi è ancora una bassa consapevolezza sul fatto che il fumo aumenta significativamente le possibilità di sviluppare malattie cardiovascolari.

All'incontro erano presenti anche alcune atlete della squadra femminile dell'Umana Reyer Venezia che hanno proiettato le testimonianze dei campioni della squadra maschile. Mentre in India e Indonesia, più della metà degli adulti non sa che il fumo può causare ictus.

Nella provincia di Verona, le iniziative per la Giornata Mondiale Senza Tabacco sono iniziate lunedì 28 maggio e si concluderanno domani all'ospedale Mater Salutis di Legnago, quando dalle 8.30 alle 13 sarà possibile effettuare la misurazione del monossido di carbonio nell'espirio, fare un test per la valutazione della dipendenza da nicotina, avere una breve consulenza ed eseguire una spirometria. "I Governi hanno il potere nelle loro mani per proteggere i propri cittadini dalla sofferenza inutile dalle malattie cardiache", ha commentato Douglas Bettcher, che dirige l'unità di prevenzione delle malattie non trasmissibili dell'OMS. Di più: secondo l'Oms il consumo di tabacco rappresenta la seconda causa in generale di morte nel mondo e la principale causa di morte evitabile; quasi 6 milioni di persone perdono la vita ogni anno per i danni da tabagismo e fra le vittime oltre 600mila sono non fumatori esposti al fumo passivo.

Una cifra mostruosa, anche considerando come negli ultimi anni ci sia stata una netta riduzione dei fumatori, passati dal 27% della popolazione mondiale del 2000 al 20% della popolazione mondiale nel 2016.

Gli utenti in carico all'Azienda USL sono circa 400 ogni anno, e hanno tra i 40 e 60 anni di età.

"È necessario potenziare sistemi di prevenzione primaria per scongiurare questa nuova linea di tendenza che vede il consumo di tabacco anche tra i giovanissimi - dice il Presidente dell'ISS Walter Ricciardi - prima che a questa dipendenza se ne associno altre altrettanto o più pericolose".

"Noi sappiamo quali politiche e azioni possono aumentare il tasso di persone che smettono di fumare e prevenire l'inizio dell'abitudine al fumo", afferma Svetlana Axelrod dell'Oms. Si tratta di un cambiamento epocale, volontario e necessario, determinato da responsabilità nei confronti di tutti i nostri consumatori, che vede Philip Morris attivamente coinvolta a fianco delle autorità sanitarie a costruire soluzioni pragmatiche al problema del fumo nel mondo".L'ambizione di breve termine di Philip Morris International "è che 1 consumatore su 3, circa 40 milioni di fumatori, cambi a favore di migliori alternative entro il 2025, con l'obiettivo finale di smettere di vendere sigarette.