Lo spread corre ancora: sale oltre 287 punti base. Pesa l'incertezza politica

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Nonostante non si sia ancora risolta la situazione di estrema incertezza sul futuro governo, il differenziale di rendimento tra i Btp decennali italiani e gli omologhi tedeschi ha segnato all'apertura 270 punti base, 20 in meno della chiusura di ieri, e nel corso della giornata è sceso sotto i 250 punti.

Non si arresta la corsa dello spread. Il rendimento del Btp biennale ha superato il 2,5%.

Super-rimbalzo oggi alla Borsa di Milano, probabilmente ingiustificato quanto era stata la caduta del listini nei giorni scorsi: il Ftse Mib ha fatto +2,09% a 21.787 punti, e l'All Share +2,07% a quota 23.905.

Comunque, lo spiraglio sulla formazione del governo e la tregua dello spread hanno ridato fiato a Mediobanca (+7,06%), Finecobank (+6,44%), Poste (+4,19%), Unipolsai (+4,12%), Banca Generali (+3,99%), Banco Bpm (+3,24%) e Intesa Sanpaolo (+2,98%).

Oggi gli investitori tornano a concentrarsi anche su altri temi, a partire dai dazi: l'amministrazione Trump infatti non intende estendere più l'esenzione concessa all'Unione europea dai dazi pari al 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio. Attesa anche per i numerosi dati macro in calendario, a partire dall'inflazione di maggio nell'Eurozona che sarà attentamente monitorata. Significa che la tensione sui mercati sta salendo davvero molto, ed è arrivata ad interessare in modo massiccio anche la parte "breve" dell'andamento dei tassi di interesse (la cosiddetta curva dei tassi). Un fallimento "nell'articolare e presentare un'agenda di riforme strutturali credibili" e che "aumentino le prospettive di crescita economica dell'Italia", sarebbe "ugualmente negativa per il rating", sottolinea l'agenzia.