Irlanda, svolta storica: trionfa il sì all'aborto

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Dal 1983 fino a oggi si calcola che sono state circa 165.000 le donne irlandesi che si sono dovute recare all'estero, soprattutto in Inghilterra, per poter abortire. Il premier, Leo Varadkar, ha sottolineato la "clamorosa" affermazione del sì e ha promesso una legge entro l'anno: "È stato il culmine di una rivoluzione tranquilla, che si è sviluppata in Irlanda negli ultimi 10 o 20 anni", ha affermato il taoiseach, "il popolo ha parlato e ha chiesto una Costituzione moderna per un Paese moderno".

L'affluenza alle urne è stimata essere una delle più alte per un referendum: alcuni osservatori indicano che oltre il 60 per cento degli aventi diritto al voto si è recato alle urne, una percentuale simile a quella già registratasi per la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso in Irlanda, approvato nel 2015.

In caso di vittoria del sì, il governo dovrà redigere un nuovo disegno di legge che, se approvato dal Parlamento, dovrebbe autorizzare l'aborto entro le prime 12 settimane di gravidanza, e fino a 24 settimane per motivi di salute.

In Europa gli unici paesi dove l'aborto è illegale sono Irlanda, San Marino, Malta e Città del Vaticano. A quanto riferisce l'Irish Times, a Dublino Bay south, dove è stato scrutinato il 50% dei voti, il "sì" arriva al 78%, mentre a Dublino centro, dove è stato contato il 61% delle schede, i favorevoli alla liberalizzazione dell'aborto sono il 77%. Anche se va detto che la campagna referendaria ha visto la Chiesa in seconda fila, con un dibattito che si è svolto su linee sostanzialmente secolarizzate e ha visto protagoniste le donne, dall'una e dall'altra parte, con le loro storie ed esperienze personali.

Tre milioni di cittadini irlandesi saranno chiamati a decidere se vogliono o meno cambiare l'attuale legge sull'interruzione di gravidanza, che vieta l'aborto sulla base dell'ottavo emendamento della Costituzione irlandese, che "riconosce il diritto alla vita del nascituro". Lo riferiscono i media irlandesi annunciando i risultati definitivi della consultazione.

Nel solo 2016 sono state 3.265 le donne residenti in Irlanda che si sono recate in Inghilterra e Galles per aggirare il divieto irlandese.