Giornalista russo dato per morto: si presenta in conferenza stampa

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La morte del giornalista russo Arkadi Babchenko, inizialmente confermata dalle autorità e dalle forze di polizia ucraine, è stata successivamente smentita il giorno dopo dallo stesso Babchenko che si è presentato alla conferenza stampa convocata dalle autorità ucraine sul suo "omicidio". La sua morte, ha detto quest'ultimo, è stata una messa in scena.

Il giornalista russo Arkady Babchenko è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nel suo appartamento a Kiev.

Il capo dei servizi di sicurezza ucraini, Vasyl Hrytsak, ha spiegato in una conferenza stampa che "l'assassinio" del reporter è stato inscenato per stanare agenti russi. Babchenko, stando alle prime informazione pubblicate da media russi e ucraini, sarebbe stato colpito alla schiena da tre proiettili mentre stava rientrando nel suo appartamento. Molto critico nei confronti del Cremlino, Babchenko si era schierato contro l'annessione della Crimea, la guerra in Ucraina e l'intervento russo nel conflitto siriano. "Il fatto che Babchenko sia vivo - ha scritto Zakharova - è la notizia migliore, magari fosse sempre così".

Babchenko: "Chiedo scusa" - "Chiedo scusa a tutti, e a mia moglie, per l'inferno che ha dovuto sostenere ma non c'era altra alternativa: ringrazio i servizi ucraini per avermi salvato la vita".

"L'operazione speciale è stata preparata per due mesi, io sono stato messo al corrente un mese fa". L'operazione ha portato all'arresto di un uomo.

Babchenko ha lavorato come corrispondente militare per il giornale Moskovskiy Komsomolec e per Novaya Gazeta, ec ha collaborato con Pervy Kanal e TVC, inoltre ha seguito gli eventi del conflitto tra Georgia e Ossezia del Sud nel 2008.

Per Mosca si tratta di un'azione di propaganda.