Di Maio: "Mattarella va destituito"

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Se ne riparlerà forse tra qualche mese, ma per ora può bastare.

Indizio numero 3. Le agenzie stampa battono il retroscena, opportunamente filtrato e quindi "ufficiale", che Salvini e Di Maio si sono visti. Del resto, è un arbitro e, come tale, sa che talvolta i tifosi più accesi non risparmiano nulla al direttore di gara giusta o meno che sia la decisione che questi adotta. "Dobbiamo decidere invece se i governi italiani li devono decidere i cittadini che votano o le agenzie di rating e la Germania".

La colpa, dunque, è del Presidente della Repubblica, reo secondo Salvini di non aver accettato il suo aut aut sul nome di Paolo Savona all'Economia. Lo slogan da usare in campagna elettorale c'è già. L'obiettivo è tornare al più presto alle elezioni e far man bassa di consensi. Perché Salvini si è incaponito su Savona? Un esponente che - al di là della stima e della considerazione per la persona - non sia visto come sostenitore di una linea, più volte manifestata, che potrebbe provocare, probabilmente, o, addirittura, inevitabilmente, la fuoruscita dell'Italia dall'euro. Dal Quirinale arriva la voce: non possiamo dire di sì a Savona.

"Dal mercato di Pisa - aggiunge Salvini - rivolgo un appello al Presidente della Repubblica".

Al voto il 29 luglio? Tutti attendono la lista dei ministri, che però non c'è. In ogni caso la Lega vuole le elezioni e le voleva anche prima di domenica scorsa.

"Non potevo non esprimere, come stanno facendo tanti italiani in questo momento - ha detto Moschella - la mia vicinanza al presidente della Repubblica e al suo operato". Perché in passato ha criticato dei vincoli e delle regole europee. In realtà serve altro tempo al premier incaricato che nel corso dell'incontro al Quirinale, ha fatto il punto della situazione con il Capo dello Stato Sergio Mattarella.

Fine delle speranze? Forse no. "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri". "Dal 4 marzo - si legge in una nota del Carroccio - per dare un governo al Paese abbiamo provato tutto". Abbiamo rinunciato alle presidenze di Camera e Senato, alla presidenza del Consiglio. Così come è ingiustificabile che la Lega abbia espresso il proprio veto sul numero due della Lega Giancarlo Giorgetti, scelto da Mattarella per il Ministero di viale XX Settembre.

Da Forza Italia è arrivata la solidarietà al Capo di Stato. Ma riconosce che "oggi, ovviamente, tutto è saltato". È in scena un grande conflitto, ma la posta in gioco l'hanno capita bene solo i protagonisti, soprattutto Mattarella.

Il Movimento comunque non si arrende. E Anche Fratelli d'Italia, capitanato da Giorgia Meloni appoggia: "Una maggioranza in Parlamento c'è, ed è formata da M5s e Lega: "Era pronta a fare un governo e aveva stipulato un contratto di governo - ha scritto Giorgia Meloni su Facebook -". I partiti maggiori chiedono il voto e solo il Pd dice di no? I ragazzi del M5S sono stati seri e responsabili. "Questa politica mi fa schifo". "Tutte cose che ci hanno chiesto gli italiani".