Brasile, disagi per sciopero camionisti

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In particolare, il presidente della camera dell'industria edilizia José Carlos Martins ha dichiarato che intorno al 40% delle attività riguardanti questo settore sono state colpite dallo sciopero, per un danno di circa 650 milioni di dollari.

Dopo una settimana di sciopero dei camionisti il Brasile è letteralmente in ginocchio, con le merci che cominciano a scarseggiare sugli scaffali dei supermercati e il conseguente aumento della spesa per le famiglie.

In diverse città i mezzi pubblici sono rimasti fermi, e le scuole chiuse. La giornata era iniziata su una nota positiva, dopo che il governo ha annunciato un accordo con 9 delle 11 organizzazioni di camionisti, chiuso nella notte precedente per garantire almeno una tregua di 15 giorni nella protesta, lanciata per esigere una riduzione del prezzo del carburante.

Il presidente brasiliano Michel Temer ha mobilizzato le forze armate e i servizi di sicurezza per riaprire il traffico nel paese.

Sono oltre un milione i camion bloccati in Brasile, dove gli autisti si sono formati per protestare contro la crescita del prezzo dei carburanti e per richiedere una serie di concessioni a tutela della categoria. Problemi negli ospedali e prezzi gonfiati ovunque. La dura reazione di Temer è stata respinta dall'Associazione brasiliana di camionisti (Abcam), che non ha firmato l'intesa con l'esecutivo e ha avvertito che "se i militari vogliono togliere i blocchi, allora correrà sangue". Resta da vedere quanto ci vorrà perché la situazione torni ad essere normale.