Var, Rizzoli: "L'obiettivo è eliminare gli errori, non le polemiche"

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Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis parla a ruota libera di VAR, arbitri, calciomercato e Juventus a margine del convegno 'Generazione Var' all'Università degli Studi di Napoli di Monte Sant'Angelo. S'è deciso di partire un anno prima, senza esperienza, ma migliorando durante la stagione e arrivando a un risultato finale che ha trovato un po' più di uniformità.

Anche con il Var però le polemiche non sono mancate, anzi. Nel 1996, Veltroni trasformò i club in spa con finalità lucrative. Così come credo che la classe arbitrale debba essere assunta, profumatamente pagata, ammonita della lega di Serie A. Dovrebbero essere nostri dipendenti, non gli si può dare il carico negativo che li metterebbero contro le tifoserie. Se non facciamo vedere il calcio, può essere che sul caso Salvini Di Maio scoppi la rivoluzione.

La risposta di De Laurentiis non si fa attendere, così mentre Nicola Lombardo salvaguardia l'attività degli arbitri "che sta sempre a cuore al Napoli", il numero uno azzurro ripercorre quanto detto nelle ultime settimane. La classe arbitrale con Calciopoli ha avuto un momento che vogliamo dimenticare, ma ce l'ha avuto. Proprio per tenerla fuori da certe situazioni si devono togliere dubbi. "Se ci sono situazioni chiare che mettono in pericolo incolumità dell'avversario si può intervenire. Tutti possono sbagliare e si può dire che Orsato non ha arbitrato Inter-Juve come ci sia aspettava da un arbitro dalla sua qualità, ma laddove ci sono errori e situazioni da migliorare, lo facciamo". Dovremmo sederci attorno a un tavolo, stiliamo un regolamento di cosa è verificabile con il Var e cosa no. Poi nella cabina di regia, debbono esserci dei tecnici e non degli arbitr. "Perché noi dobbiamo pensare ai 38 milioni di tifosi del Napoli, non solo a quelli delle curve".