Coree, incontro tra Moon e Kim: due ore di colloquio a Panmunjom

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Il presidente sudcoreano Moon Jae-in e il dittatore nordcoreano Kim Jong-un si sono incontrati nel villaggio di Panmunjom, nella zona demilitarizzata al confine tra i due paesi. Domenica mattina, alle 10 locali, il presidente sudcoreano renderà noti i risultati dell'incontro andato in scena oggi. Presente anche la sorella del leader nordcoreano Kim Yo Jong. Ieri, però, Trump ha riaperto la possibilità di un incontro con Kim-Jong Un, nonostante le minacce da Pyongyang. La delegazione entrata domenica in Corea del Nord e' invece piu' concentrata, secondo la Cnn, sulla sostanza dei temi che saranno sul tavolo dei due leader.

A Singapore, dove il summit dovrebbe tenersi il 12 giugno prossimo, a meno di nuovi colpi di scena, è arrivato nella serata un altro alto funzionario del regime, Kim Chang-son, che occupa una posizione assimilabile a quello di capo dello staff all'interno della gerarchia del potere di Pyongyang. In un tweet, Trump ha poi sostenuto che è probabile che il summit si tenga lo stesso il 12 giugno.

La Corea del Nord resta dubbiosa sulla "promessa degli Stati Uniti sulla sicurezza garantita" dopo il completamento del complesso processo di denuclearizzazione, ha affermato il presidente sudcoreano.

"Stiamo procedendo molto bene riguardo al summit con la Corea del Nord", ha detto il presidente Trump.

Inoltre, dato che sia Kim e sia Trump "desiderano sinceramente il successo del vertice Nord-Usa, ho sottolineato la necessità che le parti eliminino gli equivoci attraverso una comunicazione diretta e tengano un dialogo sulle questioni all'ordine del giorno che devono essere affrontate al loro vertice", ha osservato Moon, aggiungendo che "anche Kim è d'accordo su questo". L'incontro è durato due ore. "Credo che il vertice del 12 giugno possa essere bloccato o riuscire solo se le parti completano i negoziati a livello operativo", ha spiegato Moon, che si aspetta che tali negoziati inizino presto. A superare il confine è stato questa volta Moon Jae-in, leader dei sudcoreani. È un momento triste per la storia.