Samsung condannata: ha copiato l’iPhone

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Il rapporto dice che la maggior parte del denaro era per la violazione di tre brevetti di design che erano detenuti da Apple, con il resto del denaro destinato a pagare le violazioni di due brevetti di utilità. Il verdetto, emesso da una giuria di San Josè, in California, dovrebbe essere uno degli ultimi atti della lunga controversia legale, anche se Samsung in questi anni ha deciso di rispondere alle accuse avviando una serie di cause contro Apple in Asia, Europa e negli Stati Uniti.

La multa si riferisce a 533.316.606 di Dollari per la violazione di tre brevetti di design da parte di Samsung, ed i rimanenti 5.325.050 Dollari riferiti ad altre due licenze. Il caso è ora rinviato al tribunale distrettuale.

Questa decisione ha fatto storcere il naso ai vertici della "mela", che si sono visti ridurre pesantemente le loro richieste iniziali. Lo ha stabilito la Corte Federale statunitense.

Samsung in una dichiarazione ufficiale afferma: "La decisione odierna sfugge a una sentenza unanime della Corte Suprema in favore di Samsung sulla portata dei danni ai brevetti di design", si legge. La corte ha dunque accolto il ricorso e la prima sentenza si è svolta nell'ottobre del 2016. La multinazionale sudcoreana, che non commercializza più il modello di smartphone incriminato, dovrà anche pagare cinque milioni per l'uso di alcune funzioni dell'iPhone.

La società sudcoreana, però, ha continuato a ribattere, sostenendo che si trattasse di un importo giusto, e che la risoluzione dell'intera questione avesse un "valore" di circa 28 milioni di dollari.

La casa coreana è stata condannata a pagare una cifra monstre per aver violato dei brevetti di Apple. Se, infatti, da un lato ciò può portare enormi benefici ai consumatori, trovandosi di fronte ad aziende pronte a introdurre elementi positivi dei prodotti avversari, dall'altro non proteggere i propri brevetti potrebbe portare ad una uniformazione eccessiva di essi, portando risultati negativi per la competizione e, quindi, per il consumatore finale stesso.