Festa scudetto della Juventus: il programma

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Ora dobbiamo prepararci alla festa di domani, dove se riuscissimo a non subire gol saremmo la squadra che per più partite non ha subito gol in tutta la storia dei campionati italiani. Aspettiamo un attimo, domani per lui e per tutti sarà una giornata storica, dopo 17 anni lascia la Juve penseremo a festeggiarlo. La Juve parte per arrivare a marzo dentro tutti gli obiettivi, fa parte del dna di una grande squadra. Giochiamo ogni tre giorni, ed è giusto che si vada avanti così. E' stimolante essere dentro tutti gli obiettivi. "In 4 anni abbiamo cambiato tutte le formazioni possibili possibili, cambiando quasi sempre squadra, in ogni partita". Il primo, quello della consapevolezza, siamo cresciuti molto in autostima, compresa la finale di Champions e la vittoria della Coppa Italia. "Questo è stato lo scudetto dell'orgoglio, il più bello, abbiamo duellato molto col Napoli a cui vanno fatto i complimenti per una stagione straordinaria, col record di punti". Ci vuole molto rispetto e chi non fa i complimenti a questa Juventus credo che non abbia rispetto del lavoro che i giocatori hanno fatto in questi 4 anni. Non si può mettere in discussione una squadra che vince 4 Scudetti, 4 Coppe Italia, ha giocato 2 finali di Champions. Il primo anno ho cambiato 55 formazioni in 57 partite. "Questi sono numeri importanti che dimostrano quanto è forte la squadra che ha lottato anche nei momenti di difficoltà". Lichtsteiner e Asamoah andranno via. In ogni spogliatoio c'è casino. Chi ne ha meno può acquisirle proprio alla Juve, uno degli otto club più grandi d'Europa. Dico solo che a volte li ho aiutati a perdere. La mia caratteristica è quella di arrangiarmi nel momento complicato. "Per questo devo solo ringraziare quello che i giocatori mi hanno regalato in questi quattro anni di permanenza alla Juventus". Dopo il Napoli ero inadeguato a fare l'allenatore perché avevamo perso e tutti avevano dato lo Scudetto al Napoli perché avevano un calendario migliore ed erano in ascesa.

"Higuaín e Marchisio? Non è il caso - continua - di parlare di mercato. Gonzalo a San Siro è stato decisivo ma fare panchina durante l'annata è normale".