Inquinamento: PM10 e rifiuti radioattivi, Italia rischia maxi multe UE

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"Era ampiamente preannunciata la scure di Bruxelles che passa dalle parole ai fatti contro l'Italia per i ritardi nella gestione della Xylella".

La decisione dell'Ue arriva dopo una serie di richiami e una procedura di infrazione iniziata nel 2014, seguita da una seconda l'anno successivo per il superamento dei valori di biossido di azoto.

Roma, 17 mag. - La Commissione ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia europea in relazione al recepimento di determinate prescrizioni tecniche relative agli esami su tessuti e cellule degli esseri umani. L'Italia è accusata dall'Europa di aver continuato a violare i limiti comunitari per il Pm10.

Non solo. La Commissione europea bacchetta l'Italia anche per non essere intervenuta in modo efficace per arrestare la diffusione della Xylella fastidiosa in Puglia. Se l'allarme NO2 in Italia è rientrato, non è accaduto lo stesso per il Pm10 per il quale i tempi per la riduzione del particolato dall'aria sono stati considerati troppo lunghi.

L'Ue ha inoltre denunciato alla Corte anche Francia, Germania e Regno Unito per il superamento dei limiti di biossido di azoto.

Altro deferimento riguarda i rifiuti radioattivi. Sui rifiuti radioattivi il nostro Paese è stato conforme alla direttiva in materia, soprattutto per quanto riguarda la notifica dei programmi nazionali di gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi.

Gli Stati membri, ricordano a Bruxelles, sono tenuti ad adottare tutte le misure necessarie all'eradicazione della Xylella fastidiosa per evitarne la diffusione in altri paesi. Secondo quanto riporta l'Ansa, "La prossima settimana, il 23 maggio, la Commissione potrebbe proporre al comitato sulla salute delle piante formato dagli esperti degli stati membri modifiche alla decisione Ue, come l'aggiornamento dell'area di quarantena, spostando di una ventina di chilometri verso nord la fascia di territorio dove vanno applicate le misure più drastiche per la lotta al patogeno". In particolare, con il deferimento che inizierà ufficialmente da domani, la Commissione europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia Ue per non aver pienamente applicato le misure Ue, tra cui l'abbattimento delle piante malate. Roma aveva già ricevuto un parere motivato, secondo passo di una procedura d'infrazione, lo scorso luglio, insieme ad Austria, Croazia, Repubblica ceca e Portogallo.

A marzo, quasi tremila ulivi pugliesi sono trovati positivi al batterio in un'area dove nel 2015 lo erano solo pochi esemplari.