Le monache di clausura potranno usare i social

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Lo afferma l'Istruzione 'Cor Orans' della Congregazione per gli istituti di vita Consacrata, aggiungendo che l'uso dei mezzi di comunicazione debba rispettare valori fondamentali come "informazione, formazione o lavoro, con prudente discernimento, ad utilità comune".

Mario Fabbroni Clausura sì, ma con una finestra praticamente sempre aperta sul mondo.

Come si legge sul bollettino, l'utilizzo dei social continua a essere consentito ma "con sobrietà" e "discrezione" per non "svuotare il silenzio contemplativo", riempiendolo di "rumori, di notizie e di parole".

Telefonini e social, computer e tv: per le monache di clausura non c'è una proibizione totale ma tutto va usato "con sobrietà" per non rompere quel silenzio e quella vita contemplativa che è stata scelta.

169. Tali mezzi pertanto devono essere usati con sobrietà e discrezione, non solo riguardo ai contenuti ma anche alla quantità delle informazioni e al tipo di comunicazione, "affinché siano al servizio della formazione alla vita contemplativa e delle comunicazioni necessarie, e non occasione di dissipazione o di evasione della vita fraterna in fraternità, né danno per la vostra vocazione, né ostacolo per la vostra vita interamente dedita alla contemplazione"[107].

Aveva fatto riflettere l'equivoco che aveva visto coinvolte le suore clarisse cappuccine di Napoli che nel 2015 avevano dato risposta alla comica Luciana Littizzetto con un post su Facebook dal loro account ufficiale. La Littizzetto aveva replicato con una battuta un video virale che le vedeva 'assalire' Bergoglio durante una sua tappa al duomo.

Il richiamo della Santa Sede è di salvaguardare ciò che nella vita di clausura è ritenuto necessario: il silenzio e il distacco dal mondo. Non si è fatta attendere la replica della madre badessa: "Non sarebbe forse il caso, cara Luciana, di aggiornare il tuo manzoniano immaginario delle monache di vita contemplativa?".