Istat: Italia in declino demografico

Regolare Commento Stampare

Non avendo crescita demografica per il terzo anno consecutivo, l'Italia è il secondo Paese più vecchio del mondo con 168,7 anziani ogni 100 giovani.

Al 1° gennaio di quest'anno, la popolazione residente ammonta a 60,5 milioni, mentre la percentuale di quella straniera rappresenta l'8,4% (5,6 milioni di persone).

Il Mezzogiorno rimane indietro anche rispetto al forte recupero del mercato del lavoro, con 310.000 lavoratori in meno. Per il nono anno consecutivo le nascite in Italia sono in calo. Nel dettaglio siamo passati da un'età di 26 anni nel 1980 ai 31 anni del 2017, a conferma del fatto che i giovani d'oggi impiegano diversi anni prima di realizzarsi nel lavoro e ottenere un'indipendenza economica tale da convincerli a mettere su famiglia. Un dato poco invidiabile che ci pone poco dietro al Giappone. L'aspettativa di vita per gli uomini è di 80,6 anni, per le donne arriva a 84,9. Un Paese fragile, dove il 17,2% si sente privo o quasi di sostegno sociale.

Il Sud si spopola e la popolazione emigra soprattutto nelle grandi città del Nord e i generale gli italiani fuggono all'estero:nel 2017 ben 153mila connazionali si sono cancellati dall'anagrafe per trasferirsi principalmente in Gran Bretagna, Germania e Francia. Una vera e propria desertificazione umana oltre che industriale. Pur se in calo rispetto al 2016 (-2,6%), infatti, le cancellazioni anagrafiche nel 2017 sono state 153.000, a fronte di 224.000 acquisizioni di cittadinanza (nel 2016 erano 201.000) da parte dei cittadini stranieri.

Aumentano i laureati che "scappano": sono 25.000 nel 2016 contro i 19.000 del 2013. E i dati peggiori si registrano sempre al Sud.

Rapporto annuale ISTAT 2018 Clicca qui per scaricare il rapporto annuale dell'ISTAT in cui viene analizzata la situazione attuale del Paese.