Di Maio, tutti i nomi saranno politici

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Ora, è vero che la maggioranza non ha sempre ragione, ma i barbari alle porte, come ha scritto il Financial Times mandando in bestia Di Maio e Salvini, sono stati democraticamente eletti e non hanno deciso manu militari l'invasione. Ma in base alle ultimissime indiscrezioni, a passarsi il testimone a Palazzo Chigi potrebbero non essere i due leader, bensì altri due esponenti di M5S e Lega. "Se io fossi stato nei panni di Mattarella - ha confidato a qualche amico - avrei dato subito il pre-incarico a Salvini". Alcuni cambiamenti sembrano dunque necessari per tornare a "un'impostazione pre-Maastricht in cui gli Stati europei erano mossi da un genuino intento di pace, cooperazione e solidarietà". Che due forze di governo (ma davvero?) fatichino a ritrovarsi su un programma diverso dopo una propaganda tutta strepiti e urlacci non stupisce nessuno.

Governo Lega - M5S: verso la chiusura del contratto. Il comitato sarebbe composto dal premier, dai due leader di Lega e M5S, dai capigruppo di Camera e Senato e dal ministro competente per materia. Speriamo che tutto questa non accada.

Su quest'ultimo tema è intervenuto anche Di Maio. Per ottenere maggiore sicurezza, si propongono azioni come la riforma della prescrizione, leggi anticorruzione, inasprimento delle pene, aumento delle carceri e dei tribunali e sterilizzazione delle misure alternative. Non basta la piattaforma online, non servono i gazebi da piazzisti, ciò che conta è avere una via d'uscita per dirimere le beghe in modo che si vedano il meno possibile. Tradotto: o i soldi per la abolizione della legge Fornero e la flat tax, progetti leghisti, o i soldi per il reddito di cittadinanza, progetti grillini. Per reperire le necessarie risorse finanziarie si parla di un condono fiscale (che non piace ai grillini) e di "ridiscutere i vincoli europei" per l'euro sulla riduzione del deficit pubblico (l'ipotesi è guardata con preoccupazione da Mattarella). "Se avessi la certezza che andando al governo, anche non da premier, di poter fare cose utili per il Paese, mi metto in gioco e se serve faccio anche un passo di lato". Come in un film, il primo interpreta il ruolo del poliziotto cattivo, quello che appare intransigente, il secondo quello del poliziotto buono, disposto a dialogare, ma che si schiera affianco al poliziotto cattivo quando è necessario. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, in una diretta su Facebook, caldeggiando per il Carroccio la guida del ministero dell'Agricoltura, oltre che l'Interno, per la gestione dei flussi migratori. Intanto è ormai certo che nel programma di governo non sarà compresa l'uscita dall'euro, nonostante il documento pubblicato in esclusiva dall'Huffington Post in cui si proponeva un'uscita graduale.

E mentre lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi aumenta e la borsa di Milano è in netto calo proprio per i timori sulla situazione politica, il leader leghista dice di non essere spaventato dalla reazione dei mercati. Infine il tema della legittima difesa: "Ci siamo impegnati ad approvarla - afferma Salvini - e lo dobbiamo fare".