Ambasciata Usa a Gerusalemme: morti e feriti per scontri a Gaza

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Lo riferiscono sia l'agenzia Maan sia la Wafa, che parla di 7, secondo cui ci sono oltre 500 feriti. Hamas si sta approfittando di voi per nascondere i suoi fallimenti e minaccia il benessere vostro e delle vostre famiglie. Il bilancio dei morti segna la giornata piu' nera da quando e' iniziata la protesta palestinese a Gaza, a fine marzo, che complessivamente aveva provocato piu' di 40 vittime, tutte palestinesi, uccise dalle forze armate israeliane. "Israele, come ogni stato sovrano, ha il diritto di determinare la sua capitale", ha detto Trump nel video messaggio inviato per la cerimonia. "Eravamo a Gerusalemme e siamo qui per restarci" - replica il premier israeliano durante la cerimonia d'apertura.

"La capitale di Israele è Gerusalemme".

La prima ragione è che non si capisce il vantaggio che oggi ne ricavino gli Stati Uniti e la stessa Israele, a meno che non si guardi (e non è una scelta maliziosa) ai sondaggi di gradimento di Trump e dei repubblicani presso l'ampissima fascia degli elettori radicali delle varie chiese protestanti americane che sicuramente apprezzano questa mossa. Ha inoltre rimosso le postazioni avanzate, segnalando così che la folla avrà campo libero. Lo ha detto il ministero della sanità nella Striscia che conferma il numero dei feriti, circa 2000. Un migliaio di poliziotti sono stati dispiegati a Gerusalemme per garantire la sicurezza dell'ambasciata. Caccia hanno lanciato volantini sull'enclave palestinese esortando gli abitanti a non lasciarsi manovrare da Hamas come delle marionette e a restare lontani dal confine con lo Stato ebraico. "L'esercito israeliano - si legge nel volantino in arabo - è pronto ad affrontare qualsiasi scenario e agirà contro ogni tentativo di danneggiare la barriera di sicurezza o colpire militari o civili israeliani". Il leader di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, ha lanciato un appello alla jihad, sottolineando che Trump, "e' stato chiaro ed esplicito, e ha rivelato la vera faccia della Crociata moderna: l'essere accomodante non funziona con loro, ma solo la resistenza attraverso la jihad".

E' toccato a Ivanka Trump, la figlia prediletta di Trump, il compito di togliere il velo allo stemma sul muro della legazione americana a Gerusalemme. In un comunicato, la diplomazia palestinese ha condannato "nei termini più duri la repressione della Marcia pacifica del Ritorno nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania" da parte dell'esercito israeliano. In prima fila Ivanka Trump, l'ambasciatore Usa Friedman e il vice segretario di Stato Usa Sullivan e quello al Tesoro Mnuchin. L'assedio che va avanti da undici anni, non soltanto da parte d'Israele ma con la partecipazione dell'Egitto e nel silenzio-assenzo dell'Europa, non c'entra. "Grazie per aver avuto il coraggio di mantenere la promessa", ha aggiunto rivolgendosi alla delegazione Usa e al presidente Trump.