Sicilia, l'arresto di Montante: "Spiava le indagini dei magistrati". Coinvolti poliziotti

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La Polizia di Stato di Caltanissetta ha arrestato 6 persone, fra cui l'ex presidente di Sicindustria, Antonio Calogero Montante, attualmente presidente della Camera di commercio di Caltanissetta e presidente di Retimpresa servizi di Confindustria nazionale.

Sono indagati e agli arresti domiciliari anche il colonnello dei carabinieri Giuseppe D'Agata, ex capocentro della Dia di Palermo tornato all'Arma dopo un periodo nei servizi segreti, Diego Di Simone, ex sostituto commissario della squadra mobile di Palermo, Marco De Angelis, sostituto commissario prima alla questura di Palermo poi alla prefettura di Milano, Ettore Orfanello, ex comandante del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza a Palermo, il re dei supermercati Massimo Romano che gestisce la catena "Mizzica" - Carrefour Sicilia, con oltre 80 punti vendita nella regione.

Insieme a Montante sono state arrestate altre cinque persone accusate, a vario titolo, di essersi associate allo scopo di commettere più delitti contro la pubblica amministrazione e di accesso abusivo a sistema informatico, nonché di corruzione. Secondo la procura nissena, infatti, Montante aveva messo in piedi una "rete illegale" per spiare l'inchiesta scattata contro di lui tre anni fa. Un altro indagato è stato colpito dalla misura interdittiva della sospensione dall'esercizio dell'ufficio pubblico per un anno.

Montante ha fatto decisamente di peggio: la nuova inchiesta, condotta ancora dalla Procura di Caltanissetta, lascia sullo sfondo vicende di mafia assai datate e dalla dubbia consistenza, per le quali l'imprenditore siciliano ricevette un avviso di garanzia e subì perquisizioni due anni e mezzo fa. Nell'accusa di allora venivano ipotizzati legami d'affari e rapporti di amicizia con Vincenzo Arnone, boss di Serradifalco, figlio di Paolino Arnone, storico padrino della provincia di Caltanissetta morto suicida in carcere nel 1992.

Montante era stato eletto a capo di Sicindustria all'unanimità con i voti di tutti i 41 aventi diritto il 2 aprile 2012.

A caccia di riscontri, gli investigatori della squadra mobile nissena (...) avevano perquisito abitazioni e aziende dell'imprenditore.

Secondo l'imprenditore Antonello Montante, finito ai domiciliari con l'accusa di corruzione, proprio quei pentiti che lo avrebbero accusato sarebbero "mafiosi che ho contribuito a colpire duramente con le mie denunce". E' stato delegato per la legalità dell'associazione degli industriali sotto la presidenza Squinzi.