Sorrento vieta matrimonio gay nel Chiostro di San Francesco

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La Fondazione Sorrento, che gestisce lo spazio, tuttavia aveva apertamente indicato come il Chiostro di San Francesco fosse ideale per "matrimoni civili" A questo punto, a Vincenzo D'Anna è sorto il dubbio che il problema fosse rappresentato dal fatto di essere gay: "Qual è la differenza tra unioni e matrimoni civili? - ha chiesto Vincenzo all'Huffington Post - Il fatto che le prime si celebrino tra persone dello stesso sesso?" Vincenzo ha scritto sui social: "Mi è crollato il mondo addosso, sono due anni che la legge Cirinnà ha stabilito uguaglianza tra i cittadini e mi sono molto meravigliato che una città internazionale come Sorrento possa avere queste riserve".

Emergono ulteriori sviluppi circa il divieto di celebrazione dei matrimoni gay da parte del sindaco di Sorrento, nello splendido Chiostro di San Francesco, un luogo di proprietà del Comune, ma considerato off limits per le coppie omosessuali. Il sindaco ha vietato le unioni gay nella suggestiva location perché attigua al monastero. "Nel Chiostro di San Francesco - hanno comunicato dal municipio campano via mail - non si svolgono cerimonie riguardanti unioni civili".

La notizia è stata lanciata da Huffington post e ha fatto in breve tempo il giro dei social.

Vincenzo D'Andrea però non ha accettato la controproposta. Da qui la libertà di scegliere che nessuna unione civile venga celebrata nel chiostro, attiguo al monastero francescano. Nel pezzo viene raccontata la storia di Vincenzo e Beto e del loro sogno infranto: quello di celebrare la propria unione civile nel prestigioso Chiostro di San Francesco di Sorrento. "Chiediamo uguaglianza". Vincenzo e Beto si uniranno civilmente il 25 luglio a Villa Fondi, nel vicino comune di Piano di Sorrento. "La battaglia deve andare avanti, per gli altri". Ora, per il loro "matrimonio" gay, i due andranno nella vicina Piano di Sorrento.