Pompei: ecco il calco del cavallo da parata

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Intorno alle mura sono state trovate tracce di coltivazione, che i paleobotanici stanno esaminando per ricostruire il paesaggio dell'epoca.

Straordinaria scoperta di rilevanza archeologica avvenuta quest'oggi a Pompei, presso gli scavi effettuati nell'area di Civita Giuliana. Nel sito sono stati rinvenuti anche reperti appartenenti alla vita quotidiana romana come anfore, utensili da cucina e parte di un letto in legno, di cui è stato possibile realizzare il calco. L'animale mostra un'altezza al garrese di circa 150 centimetri, dimensioni considerevoli considerando che i cavalli risalenti a quel periodo erano di taglia ridotta rispetto a quelli attuali.

Tra gli ambienti individuati nella villa c'è una stalla. "Aspettiamo di capire cos'altro c'è in quest'ambiente - ha spiegato il direttore del parco archeologico, Massimo Osanna - e andrà a completare questa scoperta eccezionale". È stata ritrovata anche una tomba a cassa di tegole di età imperiale con i resti di un maschio alto sui 175 cm e di età probabilmente compresa tra 40 e 55 anni. "All'interno della tomba non è presente alcun corredo - precisa Osanna - ma solo un chiodo, che simboleggia la permanenza del defunto nell'aldilà e l'impossibilità di tornare nel mondo dei vivi". E proprio per scongiurare il fenomeno dei tombaroli che il Parco Archeologico di Pompei con la Procura della Repubblica di Torre Annunziata e la collaborazione degli investigatori del Comando del Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, che stavano già indagando su queste attività illecite, dal mese di agosto del 2017 avevano avviato un intervento di scavo allo scopo di proseguire nelle indagini e salvare il patrimonio archeologico in pericolo. Il cavallo si trovava fuori le mura del sito di Pompei, dove erano stati intercettati dei cunicoli clandestini utilizzati per trafugare i preziosi reperti antichi. Una parte dei setti murari e' stata invece scoperta con lo scavo del 1955. Nel settore produttivo c'era sicuramente un torcularium (ambiente dove avveniva la pigiatura del vino), una cella vinaria, e altri aree destinate allo stoccaggio delle derrate agricole.