Nelle acque italiane trovati 259 pesticidi

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Si tratta di una tendenza che ha pesanti ricadute sia sulla salute dei consumatori che sull'ambiente, in particolare sull'inquinamento di acque e suolo, ma anche sulla reputazione vantata dal Made in Italy agroalimentare italiano: "È scorretto affermare che i pesticidi servono a debellare i nemici naturali delle colture: la verità è che essi servono fondamentalmente a intossicare l'ambiente in cui vengono impiegati - dichiara Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia - Uno studio del Centro Comune di Ricerca di Ispra, infatti, rivela che nell'impiego di insetticidi soltanto lo 0,1 per cento dei principi attivi usati nei campi raggiungono l'obiettivo per cui sono stati usati, il resto è destinato a raggiungere le acque superficiali e le falde: gli agricoltori pagano prezzi salatissimi semplicemente per inquinare l'ambiente in cui lavorano!" Nel periodo 2003-2016, infatti, oltre al numero delle sostanza trovate aumentano anche i punti interessati dalla presenza di pesticidi che sono cresciuti di circa il 20% nelle acque superficiali e del 10% in quelle sotterranee.

Nel 2016 sono stati trovati pesticidi nel 67% dei 1.554 punti di monitoraggio delle acque superficiali e nel 33,5% dei 3.129 punti delle acque sotterranee, con valori superiori ai limiti di legge nel 23,9% delle acque superficiali e nell'8,3% delle acque sotterranee.

Nelle acque superficiali il famigerato glifosate, insieme al suo metabolita Ampa, è l'erbicida che presenta il maggior numero di casi di superamento dei limiti degli standard di qualità ambientale (Sqa) nel 24,5% dei siti monitorati, percentuale che sale al 47,8% per il metabolita.

I dati a disposizione riguardano il monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee. Il glifosato (glyphosate) è un erbicida largamente usato per diserbare i terreni dalle piante infestanti; fra le caratteristiche vi sono la tossicità bassissima, l'efficacia molto alta e la degradabilità veloce nel terreno; non è più coperto da brevetti ed esclusive ed è prodotto in molti Paesi da numerose aziende.

Nelle acque italiane trovati 259 pesticidi
Nelle acque italiane trovati 259 pesticidi

Il nuovo rapporto Ispra Secondo il nuovo rapporto dell'Ispra sui pesticidi nelle acque, si scopre soprattutto presenza di aldicarb (nelle acque superficiali) e atrazina (acque sotterranee). "Occorre dimostrare nei fatti di avere a cuore la qualità dei prodotti e la salute dei cittadini, a partire da quelli più esposti a sostanze chimiche tossiche, che sono gli agricoltori stessi".

E' preoccupante, come potrete capire, il Rapporto nazionale pesticidi nelle acque, edizione 2018, presentato a Roma dal ministero dell'Ambiente. In generale, sono 35.353 i campioni di acque superficiali e sotterranee analizzate in Italia nel biennio 2015-2016, per un totale di quasi 2 milioni di misure analitiche e - appunto - 259 sostanze rilevate. Nelle acque sotterranee, 260 punti (l'8,3% del totale) hanno concentrazioni superiori ai limiti.

La situazione, regione per regione - La maggior presenza di pesticidi si riscontra nella pianura padano-veneta, dove le indagini sono generalmente più approfondite. Ma queste sostanze non sono usate solo in agricoltura. Il dato supera il 70% in Lombardia e Provincia di Trento. Nelle acque sotterrane è particolarmente elevata in Friuli 81%, in Piemonte 66% e in Sicilia 60%. "Significativo, invece, il calo delle vendite dei prodotti tossici e molto tossici - spiega l'Ispra - che nel periodo di riferimento segnano un -36,7% rispetto al massimo di oltre 5mila tonnellate raggiunto in passato". Per chiedere alternative concrete Legambiente aderisce alla Marcia Stop Pesticidi, il corteo che si terrà il 13 maggio a Treviso, Verona e Bolzano.

"Serve un cambio di paradigma che ribalti completamente l'approccio, considerando l'uso della chimica di sintesi l'ultima ratio nelle pratiche agronomiche, vietando l'uso dei pesticidi quando non sussistono comprovate situazioni di emergenza e quando il loro uso può essere sostituito con pratiche meccaniche, come nel caso dei diserbanti".