Unicredit fa meglio delle attese, utili in salita a 1,1 miliardi (+22,6%)

Regolare Commento Stampare

Molte voci dei conti del primo trimestre 2018 di Unicredit, infatti, sono state migliori delle attese e delle stime del consensus che erano state comunicate dalla stessa banca appena la scorsa settimana. Unicredit ha chiuso il trimestre con un utile netto pari a 1,1 miliardi di euro, in rialzo del 22,6% rispetto ai 907 milioni contabilizzati nello stesso periodo di un anno fa.

Il Cet1 ratio fully loaded è peggiorato al 13,06% dati i nuovi principi contabili. I ricavi si sono attestati a 5,1 miliardi (-0,7% annuo), con interessi netti a 2,6 miliardi (-0,9%) e commissioni a 1,75 miliardi (+2,8%).

Per quel che riguarda le cessioni di esposizioni deteriorate lorde, il target 2018 è stato fissato a 4 miliardi di euro, mentre per il 2019 l'istituto ha parlato di 37,9 miliardi. UniCredit ha deciso di accelerare ulteriormente lo smaltimento dei crediti deteriorati con il completo rundown del portafoglio "non core" (la "bad bank" interna del gruppo) anticipato al 2021 rispetto al 2025 annunciato in precedenza.

Per la fine del 2018 UniCredit prevede un Cet1 ratio fully loaded tra il 12,3% e il 12,6% e ancora un dato sopra il 12,5% l'anno successivo.

Caius Capital tuttavia insiste e sostiene che i Cashes di fatto rendono non adatti i titoli Unicredit al calcolo del CeT1 dal 2011 e che dunque il Cet1 (pari a 48,9 miliardi di euro a fine 2017) andrebbe ridotto di circa due terzi a meno del 5% contro l'8,78% minimo richiesto attualmente alla banca dalla Bce. "I risultati del primo trimestre 2018 di UniCredit, il miglior primo trimestre in più di un decennio, sono stati guidati da una forte dinamica commerciale in tutto il gruppo", ha commentato l'amministratore delegato della banca, Jean Pierre Mustier.

Confermati i pagamenti del dividendo al 20% nel 2018 e al 30% nel 2019. Ciò avverrà attraverso una combinazione di cessioni e svalutazioni.

In miglioramento anche la qualità dell'attivo con il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti di gruppo in calo di oltre 2 punti percentuali al 9,5 per cento con tasso di copertura del 60,3% ed esposizioni deteriorate lorde diminuite di 10,6 miliardi. "All'inizio di questo secondo anno, Transform 2019 è in anticipo rispetto ai tempi previsti e produce risultati tangibili: abbiamo già realizzato il 78% delle chiusure di filiali in programma e il 75% delle riduzioni di personale previste, con una diminuzione dei costi così come pianificato", prosegue il manager, in riferimento al piano strategico del gruppo.