Papa Francesco e l'omaggio al "prete rosso": creò una nuova società

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Nel suo discorso ha definito la Comunità "una realtà profetica che si propone di realizzare una nuova civiltà, attuando il Vangelo come forma di vita buona e bella - ha aggiunto il Papa che ha ringraziato tutti per il "calore e il clima di famiglia" con cui è stato accolto". Al suo arrivo il Papa è stato accolto da monsignor Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto, da don Ferdinando Neri, successore di Don Zeno, e da Francesco Matterazzo, presidente della comunità. Porterò i vostri volti: i volti di una grande famiglia col sapore schietto del Vangelo. A seguire un intenso momento di raccoglimento al piccolo cimitero locale sulla tomba di don Saltini, scomparso nel 1981, con in sottofondo la registrazione di un brano del testamento del sacerdote: Francesco ha deposto una pietra con il proprio nome, che si aggiunge a quelle lasciate dai nomadelfi. Al termine, va nella "Sala Don Zeno" per l'incontro con la comunità di Nomadelfia, facendo salire sulla papamobile lungo il tragitto Sebastiano, un bambino della Comunità.

"Di fronte ad un mondo talvolta ostile agli ideali predicati da Cristo, non esitate a rispondere con la testimonianza gioiosa e serena della vostra vita ispirata al Vangelo". Le famiglie qui non vivono isolate nella loro quotidianità ma in gruppi familiari di 4 o 5 nuclei che condividono tutto della vita di tutti i giorni.

"Sono venuto qui tra voi nel ricordo di don Zeno e per esprimere il mio incoraggiamento alla vostra comunità da lui fondata".

Il Pontefice è poi passato davanti alle tombe dei primi membri della Comunità. Lui "sapeva che, quando arriva la stagione adatta, è il tempo di mettere mano all'aratro e preparare il terreno per la semina". Per questo non è abusato dire che si è trattato di una visita commovente, nei modi, nei luoghi, nei gesti.

"La Legge della fraternità, che caratterizza la vostra vita, è stato - ha ricordato il Pontefice - il sogno e l'obiettivo di tutta l'esistenza di Don Zeno, che desiderava una comunità di vita ispirata al modello delineato negli Atti degli Apostoli". Quindi si trasferisce in auto al "Poggetto". Vi esorto a continuare questo stile di vita confidando nel Vangelo e nello Spirito Santo. In quella circostanza don Zeno comprese che l'unico linguaggio che essi comprendevano era quello dell'amore individuando una particolare forma di società dove non c'era spazio per l'isolamento o la solitudine, la nasceva una forma di collaborazione di stampo collettivistico tra diverse famiglie, dove i membri si riconoscevano però come fratelli nella fede. Ci sono famiglie di "mamme di vocazione" e di sposi. L'importante è restare fedeli allo spirito delle origini: "Continuate su questa strada, incarnando il modello dell'amore fraterno, anche mediante opere e segni visibili, nei molteplici contesti dove la carità evangelica vi chiama, ma sempre conservando lo spirito di don Zeno che voleva una Nomadelfia "leggera" ed essenziale nelle sue strutture". Ora il trasferimento a Loppiano presso il Santuario Maria Thetokos dove incontrerà la comunità della Diocesi di Fiesole e il Movimento dei Focolarini fondato da Chiara Lubich.