Mattarella: "Farcela senza l'Europa è illusione o inganno"

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"Tutti sanno - ha concluso il presidente della Repubblica -, che nessuna delle grandi sfide alle quali il nostro continente è oggi esposto, relative all'energia, al cambiamento climatico, alla rivoluzione digitale, alle disuguaglianze economiche, al contrasto al terrorismo e alla criminalità organizzata, all'epocale fenomeno migratorio, può essere affrontata da un qualunque Paese membro dell'Unione, preso singolarmente, quale che sia la sua dimensione".

Mattarella ha toccato anche il tema della solidarietà, valore da ritrovare per ripensare e riformulare un corretto rapporto con le Istituzioni dell'Unione: "Se è stata la solidarietà a rendere possibile l'avvio della nostra Unione, non è senza significato tornare a quel legame - quasi primordiale - per affrontare i problemi odierni".

"Pensare di farcela da soli è pura illusione o, peggio, inganno consapevole delle opinioni pubbliche", l'avvertimento del presidente Mattarella la cui trasferta a Firenze nelle ultime ore era stata messa in forse dal delicato quadro politico nazionale.

Quello del Presidente è stato un appello stringente e urgente che cade in una situazione di "stagnante indifferenza e sfiducia diffusa dell'opinione pubblica", che ha portato i singoli paesi a diffidare l'uno dell'altro: occorre sottrarsi "all'egemonia di particolarismi senza fututo e di una narrazione sovranista pronta proporre soluzione tanto seducenti quanto inattuabili, certa comunque di potrene addossare l'impraticabilità all'Unione". Numerosi concittadini europei - ha aggiunto il presidente - hanno smesso di pensare che l'Europa possa risolvere, nell'immediato o in prospettiva, i loro problemi. "Con una contraddizione singolare, che vede gonfiarsi, simultaneamente, le attese dei cittadini e lo scetticismo circa la capacità dell'Europa di corrispondervi". Per il capo dello Stato, inoltre, le difficoltà del momento non devono portare ad un arretramento: "Più sicuri che nel dopoguerra, più liberi che nel dopoguerra, più benestanti che nel dopoguerra, rischiamo di apparire oggi privi di determinazione rispetto alle sfide che dobbiamo affrontare".

Mattarella ha poi difeso l'Euro e il suo ruolo: "Abbiamo una moneta capace di costituire un punto di riferimento concreto sul piano internazionale, un ruolo che nessuna moneta nazionale potrebbe svolgere". "E qualcuno, di fronte a un cammino che è divenuto gravoso e impegnativo, cede alla tentazione di cercare in formule ottocentesche la soluzione ai problemi degli anni Duemila" dice ancora Mattarella a Fiesole. "Le istituzioni europee e gli Stati membri dovrebbero dedicare ben maggiore impegno - ha quindi affermato il Capo dello Stato - a un'opera di capillare e duratura istruzione sulle 'ragioni profonde' dell'Europa" comunitaria.